
Luca Galoni: “Oltre alla bellezza della natura, è un premio alla nostra Amministrazione”

La conferma di Trevignano Romano come unica Bandiera Blu del Lago di Bracciano nella mappa 2026 rappresenta un esempio su come la gestione amministrativa possa trasformare un territorio naturale in un modello di eccellenza.
Dalle parole del vicesindaco Luca Galloni emerge con chiarezza che questo riconoscimento non è un premio alla bellezza del paesaggio o alla limpidezza dell’acqua,
parametri che il lago possiede già essendo una riserva idrica protetta, ma è il risultato di una scelta politica e di un percorso burocratico estremamente rigoroso iniziato nel 2017.

La Bandiera Blu non viene assegnata genericamente al Comune, ma a una specifica spiaggia che deve rispondere ogni anno a trentatré criteri internazionali stabiliti dalla FEE.
Per raggiungere questo obiettivo, l’amministrazione ha strutturato un ufficio ambiente dedicato, capace di lavorare dodici mesi l’anno sulla documentazione, sul monitoraggio dei servizi e sull’aggiornamento costante dei dati richiesti dalla fondazione.
Il successo di Trevignano si fonda su investimenti concreti che hanno reso la spiaggia pubblica un punto di riferimento per cittadini e turisti.

L’accessibilità è stata trattata come una priorità assoluta, superando la logica della semplice passerella per garantire un sistema completo che comprende quattro postazioni dedicate ai disabili con sedie JOB, servizi igienici accessibili e personale preparato per l’assistenza.
A questo si aggiunge la creazione di servizi specifici come la Bau Beach autorizzata per i cani e un sistema di salvataggio che copre il litorale.
Questi elementi, uniti a una raccolta differenziata che ha raggiunto picchi di eccellenza regionale e a programmi costanti di educazione ambientale che coinvolgono attivamente la cittadinanza, formano l’insieme dei requisiti che permette al comune di mantenere il vessillo blu ininterrottamente dal 2018.

Per quanto riguarda gli altri due comuni che si affacciano sul lago, sono evidenti le difficoltà strutturali e gestionali che impediscono il raggiungimento degli stessi standard.
A Bracciano la situazione è particolarmente complessa a causa di un lungolago lungo e stretto, dove molte strutture sono sorte prima delle attuali norme di salvaguardia del Parco, ma il vero ostacolo è di natura amministrativa e riguarda la gestione delle concessioni demaniali.
La mancanza di bandi per assegnazioni pluriennali e il ricorso a rinnovi annuali creano un clima di incertezza che scoraggia i gestori privati dal fare investimenti di alto livello, come l’abbattimento totale delle barriere architettoniche o l’acquisto di attrezzature di salvataggio all’avanguardia.

Senza una programmazione che permetta di ammortizzare i costi, i privati non investono e il pubblico non riesce a colmare il divario tecnico necessario per la certificazione FEE.
Anche Anguillara Sabazia soffre ritardi tecnici significativi e la carenza di servizi strutturati come le spiagge dedicate agli animali o aree pubbliche con accessibilità universale certificata.
La Bandiera Blu richiede infatti una visione d’insieme che coordini il decoro urbano, la sicurezza e la gestione dei reflui in modo organico.

Per Trevignano, questo rigore è diventato un vero e proprio metodo di governo che obbliga tutti i settori comunali a mantenere standard elevatissimi per non perdere il titolo.
Il fatto che la sola Trevignano si trovi sulla mappa della Bandiera Blu non è un demerito degli altri comuni, ma la dimostrazione di quanto la programmazione politica a lungo termine e la stabilità delle concessioni siano fondamentali per trasformare un bene naturale in un servizio turistico d’eccellenza.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione






