Isabel Russinova: “Assemblea pubblica al Teatro Porta Portese per difendere il patrimonio degli attori italiani”

Si è svolta presso il Teatro Porta Portese il 17 aprile scorso un’ Assemblea Pubblica che ha riunito il mondo del teatro, affollando la platea, che ha partecipato, accoratamente alla riunione che ha visto sul palco, il Presidente dell Fondazione che, per regola, da sempre, deve essere necessariamente un artista,
l ‘attore Edoardo Siravo e l’attrice e regista Daniela Giordano, ai quali poi si è unito Antonello Chiappetta,( UIL Spettacolo), che si è espresso per quanto riguarda gli aspetti tecnici e sindacali.
All’ordine del giorno dell’Assemblea il Commissariamento della Fondazione Piccolomini voluta dalla Regione Lazio.

Ecco, un breve promemoria:la Fondazione Piccolomini è nata nel 1943 con l’obbiettivo di sostenere attori anziani e artisti indigenti ed è stata pretesa dalla volontà testamentaria del Conte Nicolò Piccolomini, tenente pilota e attore che morì a soli 28 anni, nel 1942, in guerra,
in volo con il suo aereo e che decise di lasciare i suoi beni agli attori indigenti e in difficoltà e così creare, per loro, un sostegno e incaricò Silvio D Amico(1887/1955) influente critico e storico del teatro e fondatore dell’Accadema d’ Arte Drammatica ad occuparsene.
Purtroppo il volere del giovane Conte, fin dall’inizio, ha dovuto superare molte difficoltà,dovette lottare contro il padre che si opponeva alla volontà del figlio ma alla fine, fortunatamete la Fondaziome ebbe la meglio, ma potè entrare in possesso dei beni solo nel 1964.

All’inizio fu previsto che la Villa Piccolomini stessa diventasse ricovero per attori indigenti ma, altre difficoltà fecero si che, alla fine, si dovette optare per una raccolta fondi a sostegno degli attori, ottenuta attraverso il ricavato delle proprietà messe a reddito.
Ancora altre difficoltà arrivarono neglli anno ‘70, per il pericolo della speculazione edilizia ma, fortunatamente la battaglia di figure come il giornalista, ambientalista, urbanista Antonio Cederna(1921/1996) scongiurarano il pericolo riuscendo a preservare l’area.
La Fondazione ha poi dovuto, piu volte, affrontare le difficolta dei Commissariamenti, riuscendon a superarli tutti.

Una buona notizia è arrivata nel 2020 con una sentenza favorevole, infatti,dopo un lungo contenzioso con
il Comune di Roma, lo stesso ha dovuto concedere l‘ erogazione del dovuto alla Fondazione, portando la possibilità di significativi fondi alle casse della Piccolomini.
Oggi, all’ inizio del 2026, però si apre una nuova battaglia, quella contro un altro Commissariamento, battaglia che si muove su due fronti, la tutela patrimoniale da una parte e la difesa della destinazione d’uso dall’altra.
Nel corso dell Assembrea Pubblica del 17 aprile, Il Presidente ha esposto la situazione della Fondazione precisando che, non essendoci irregolarità nè di bilancio nè di gestione, si vuole procedere con una richiesta di ricorso al Tar.

Cosi Edoardo Siravo:”La Fondazione Piccolomini, che ho presieduto e presiedo dal 20 luglio 2018, con passione e responsabilità e che nasce da un lascito testamentario a favore degli attori indigenti è Patrimonio della nostra categoria e va difeso a tutti i costi.
La notizia del Commissaramento ha sorpreso me e tutto il CDA, perchè non c’è stata nessuna mancanza da parte nostra, a cominciare dalla gestione generale e dalla presentazione dei bilanci che sono in ordine,infatti ad oggi,non ci è stato comunicato nulla di specifico riguardo il perchè del Commisariamento.

Mi auguro che dietro questa decisione non ci sia qualche interesse legato alla fruizione dei beni della Fondazioine per altri scopi ,come ad esempio l‘utilizzo del parcheggio che da qualche mese,
dopo lotte trentennali, finalmente, grazie alla sentenza favorevole abbiamo avuto notizia dello stanziamento, a nostro favore,di quattro milioni e 200 mila Euro,dovuti dal Comune di Roma alla Fondazione.
La Fondazione è un bene indissolubilmente e anche simbolicamente legato agli attori italiani ed io invito a vigilare perchè quaesto bene resti Patrimonio della nostra categoria.”
Articolo di Isabel Russinova

