Dal ruolo di maestro alla tecnologia e al progetto Golf4Autism, l’esperienza di uno dei più autorevoli insegnanti italiani di golf

Nel corso della rubrica di TalkCity.it Web Radio del 9 marzo 2026, curata e condotta da Francesca Alvi e Marco Caponi, è stato ospite Piero Sabellico, protagonista di una lunga carriera dedicata all’insegnamento e alla formazione nel mondo del golf.
Durante l’intervista Sabellico ha raccontato come la sua passione per questo sport sia nata quasi per caso durante la giovinezza.
I suoi genitori gestivano una piccola pensione a Fiuggi frequentata da giocatori di golf in vacanza e fu proprio uno di loro ad accompagnarlo per la prima volta su un campo insieme al figlio.
Da quell’esperienza nacque un interesse che, con il tempo, si trasformò in una vera scelta di vita.

Dopo il diploma decise di provare a fare del golf il proprio lavoro. Come giocatore, ha spiegato con ironia, non ottenne risultati particolarmente rilevanti, ma scoprì presto una forte predisposizione per l’insegnamento.
I primi passi della sua carriera lo portarono in Calabria, a Cetraro, dove collaborò alla nascita di un campo da golf, per poi trasferirsi a Padova. La svolta arrivò nel 1986, quando la Federazione Italiana Golf gli propose di lavorare a Roma nella scuola nazionale di formazione dei professionisti.
Da allora ha contribuito alla preparazione e all’aggiornamento di intere generazioni di insegnanti, occupandosi della formazione e dell’aggiornamento dei professionisti di golf.
Nel corso della conversazione Sabellico ha sottolineato una distinzione fondamentale tra l’insegnamento nei circoli e la formazione dei maestri.

Nei club l’insegnante lavora direttamente con i giocatori aiutandoli a migliorare il proprio swing. Nella scuola federale, invece, l’obiettivo è formare gli insegnanti, trasmettendo i principi tecnici, scientifici e metodologici che permettono di spiegare e correggere il gesto del golf.
Lo swing, ha ricordato, è un movimento personale, ma esistono alcuni punti fondamentali che devono essere rispettati affinché il colpo sia efficace.
Nel suo percorso professionale ha sempre dato grande importanza all’aggiornamento. Nei primi anni della carriera trascorse diverse estati tra Europa e Stati Uniti per incontrare alcuni dei migliori maestri del momento, studiarne i metodi e riportare in Italia nuove conoscenze da condividere con i professionisti in formazione.
Parlando dell’evoluzione dell’insegnamento, Sabellico ha evidenziato il ruolo sempre più importante della tecnologia. Oggi strumenti di analisi e sistemi di misurazione permettono di studiare con grande precisione lo swing e l’impatto tra bastone e palla, offrendo dati molto utili soprattutto ai giocatori di alto livello.

Allo stesso tempo ha invitato a mantenere equilibrio nel loro utilizzo, sottolineando che molti dilettanti rischiano di concentrarsi troppo sui numeri e meno sul gesto tecnico e sul risultato reale del colpo.
Secondo Sabellico il golf resta prima di tutto uno sport da praticare sul campo.
Citando un suo maestro americano, ha ricordato che il golf è uno sport che va giocato e non semplicemente analizzato o discusso: l’esperienza diretta e la capacità di adattarsi alle condizioni del terreno e alle diverse situazioni di gioco restano elementi fondamentali per migliorare.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche delle differenze tra uomini e donne nel golf. Le leggi fisiche che regolano lo swing sono le stesse, ha spiegato, ma cambiano alcune caratteristiche legate alla struttura fisica.

Gli uomini tendono ad avere maggiore potenza, mentre nel golf femminile assumono un ruolo ancora più importante elasticità e coordinazione.
Una volta adattata la postura alla propria struttura corporea, però, il movimento segue gli stessi principi tecnici.
Tra i progetti più significativi della sua attività c’è quello avviato nel 2002 insieme ad altri tre professionisti, nato inizialmente per unire allievi provenienti da circoli diversi e favorire momenti di incontro, gioco e condivisione tra appassionati. Da questa esperienza è nato anche Golf4Autism, progetto avviato nel 2017.
L’iniziativa parte dall’idea che il golf, grazie ai suoi ritmi e alla concentrazione che richiede, possa essere particolarmente adatto ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

Il progetto prevede attività di avvicinamento allo sport, momenti di gioco e percorsi di apprendimento pensati per valorizzare le capacità e le caratteristiche di questi ragazzi.
Nel tempo l’iniziativa ha ottenuto il sostegno della Federazione Italiana Golf ed è stata inserita tra i programmi sociali collegati alla Ryder Cup 2023, contribuendo alla diffusione del progetto a livello nazionale.
Sabellico ha infine ribadito quanto la passione per questo sport continui a guidare il suo lavoro. Dopo oltre quarant’anni di attività, il golf rappresenta ancora per lui non solo una professione, ma soprattutto un piacere da condividere e trasmettere alle nuove generazioni di giocatori.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione
