La rotta della speranza: dieci anni di impegno tra educazione, legalità e inclusione sociale

Ogni barca porta il nome di una vittima della mafia o del terrorismo, trasformando un simbolo di illegalità in uno strumento concreto di riscatto.
È questo il cuore del progetto che celebra nel 2026 i dieci anni di collaborazione tra la Lega Navale Italiana e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia: una sinergia istituzionale che, nel tempo, si è consolidata e ampliata, coinvolgendo numerose realtà territoriali.
Rinnovata nel 2022, la collaborazione oggi è attiva nel Lazio con le Sezioni di Ostia, Pomezia e Fiumicino, oltre che in Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Un progetto diffuso, capace di mettere in rete competenze, strutture e professionalità per offrire ai giovani una vera seconda possibilità, attraverso percorsi educativi legati al mare e ai mestieri marinareschi.
L’obiettivo è chiaro: trasmettere valori fondamentali come disciplina, legalità, rispetto delle regole e spirito di equipaggio.
La barca diventa così una metafora potente di vita e di crescita, uno spazio dove imparare a collaborare, a fidarsi degli altri e a riconoscere il valore delle regole come strumenti di libertà, non di costrizione.

A raccontare il senso profondo dell’iniziativa è Renato Carafa, coordinatore del progetto “A ciascuno la sua rotta” e presidente della Lega Navale Roma Universitaria: «Abbiamo potuto apprendere come il mare significhi sperimentare emozioni spesso mai vissute prima dai partecipanti.
I ragazzi sono stati molto collaborativi. Essere parte di un equipaggio è oggi molto difficile, soprattutto per i nostri giovani, che fanno enorme fatica a vedersi parte di un tutto».
In barca, spiega Carafa, è indispensabile rispettare regole e tempi definiti, imparando che la disciplina non è un limite, ma una risorsa:
«Seguire le regole non è un peso che ci opprime, ma lo strumento per essere liberi di seguire la propria rotta e raggiungere le mete che ci siamo prefissati, anche se a volte è necessario rivedere i propri programmi».

Dieci anni di attività raccontano una storia di impegno concreto, di inclusione e di speranza.
Una rotta tracciata tra mare ed educazione, che continua a guidare tanti giovani verso un futuro diverso, fatto di responsabilità, consapevolezza e nuove opportunità.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
