Enterococchi fuori norma a Marina Velca e Spinicci: divieto di utilizzo per consumo umano, polemica sulla mancata “più ampia diffusione” dell’avviso ai cittadini e ai turisti

Ci scrive in redazione AssoLidi Tarquinia per segnalare quella che viene definita l’ennesima carenza nella comunicazione istituzionale riguardo alla non potabilità dell’acqua in parte del litorale tarquiniese.
Con ordinanza sindacale n. 10 del 20 febbraio 2026, il Sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, ha dichiarato non potabile l’acqua erogata nel comprensorio del Lido – includendo anche Marina Velca e Spinicci – a causa di valori fuori norma di enterococchi rilevati nei campioni prelevati presso le fontanelle pubbliche del Borgo delle Saline e Marina Velka Pian di Spille.
Nel provvedimento si legge che, trattandosi di un parametro microbiologico, l’acqua potrà essere utilizzata esclusivamente per igiene domestica (con esclusione del lavaggio dei denti) e, solo previa bollitura per almeno 10-15 minuti, per la preparazione e il lavaggio degli alimenti.

È espressamente vietato l’uso come bevanda abituale fino a nuove disposizioni.
Le zone interessate riguardano la rete Lido a valle della ex Aurelia e Marina Velka Spinicci, con specifiche prescrizioni d’uso.
AssoLidi evidenzia che l’ordinanza dispone la pubblicazione sull’albo pretorio e sul sito istituzionale del Comune, con l’obbligo di darne la “più ampia diffusione”.

Tuttavia – si legge nella nota inviata alla nostra redazione – nelle aree interessate non risulterebbero affissi manifesti o avvisi pubblici, né sarebbero stati predisposti cartelli di avvertimento in prossimità delle fontanelle e delle abitazioni servite dalla rete idrica contaminata.
Una situazione che avrebbe generato indignazione e preoccupazione tra residenti e turisti, molti dei quali avrebbero continuato a utilizzare l’acqua ignari del divieto.
Secondo l’associazione, non è sufficiente la sola pubblicazione formale dell’atto amministrativo quando sono in gioco questioni di sicurezza sanitaria collettiva.

Serve – si sottolinea – una comunicazione capillare, tempestiva e accessibile, in grado di raggiungere concretamente la popolazione.
In attesa degli esiti delle analisi di riscontro e degli interventi da parte di Talete S.p.A., resta la preoccupazione per i potenziali rischi sanitari
e il malcontento per una gestione comunicativa ritenuta, pur formalmente corretta, non adeguatamente efficace sul piano pratico.
La vicenda riaccende così il tema del diritto all’informazione e alla tutela della salute pubblica lungo il litorale tarquiniese, soprattutto in un periodo in cui la presenza di residenti e visitatori rende ancora più delicata la gestione delle emergenze.
TalkCity.it Tarquinia
