
Al Cinema Adriano di Roma l’anteprima del primo film italiano ambientato nel mondo del golf; per noi c’era Francesca Alvi

Presentato al Cinema Adriano, Il tempo è ancora nostro arriva da oggi nelle sale italiane. Diretto da Maurizio Matteo Merli e presentato anche alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il lungometraggio è il primo film italiano ambientato nel mondo del golf.
Interpretato da Ascanio Pacelli, Mirko Frezza, Miguel Gobbo Diaz, Viktorie Ignoto e Simone Sabani, con la partecipazione di Andrea Roncato, il film racconta l’incontro tra due uomini segnati da percorsi molto diversi, ma uniti da un legame profondo e dalla passione per il golf.
La pellicola prova ad andare oltre gli stereotipi che spesso accompagnano questo sport, mettendone in luce l’aspetto più umano e introspettivo.

Il campo da golf diventa così uno spazio di confronto con sé stessi, tra ricordi, fragilità e possibilità di riscatto.
Particolarmente suggestive alcune scene notturne ambientate sul green, capaci di trasmettere il silenzio, la concentrazione e quella dimensione quasi sospesa che il golf riesce a creare.
Ed è proprio qui che il film trova il suo significato più profondo: il golf non appare soltanto come disciplina sportiva, ma come metafora del cammino umano.

Un gioco fatto di pazienza, rispetto e consapevolezza, dove ogni colpo rappresenta una nuova occasione per ripartire.
Più che sulla competizione, il film si concentra sul valore umano che il golf riesce a esprimere: concentrazione, equilibrio e capacità di rialzarsi dopo gli errori.
Il campo diventa così uno spazio di riflessione e rinascita, dove il tempo trascorso non cancella amicizie, fragilità e seconde possibilità.

Il film prova inoltre a superare alcuni stereotipi spesso associati al golf, mostrando uno sport fatto di disciplina mentale, strategia e introspezione, lontano dall’immagine esclusivamente elitaria che lo accompagna nell’immaginario comune.
Le 18 buche diventano metafora del percorso personale di ciascuno, tra cadute, scelte e ricerca della propria autenticità.

E forse è proprio questa la sfida più interessante del film: riuscire a raccontare il golf non come uno sport distante o elitario, ma come esperienza autentica, fatta di emozioni, consapevolezza e ricerca di sé.
Chissà se questa pellicola riuscirà davvero a comunicare al grande pubblico la bellezza di questo sport e magari ad avvicinare nuovi appassionati al mondo del golf.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione ⛳







