Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche è incompleto: richiesti interventi certi per garantire l’accessibilità in tutto il territorio comunale

Il Comune di Santa Marinella ha avviato la consultazione pubblica per il nuovo Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.).
Cittadini e associazioni hanno tempo fino al 13 novembre per inviare osservazioni e proposte che l’Amministrazione dovrà valutare prima del voto definitivo in Consiglio Comunale.
Il Piano non è un mero atto burocratico, ma lo strumento guida che dovrebbe sancire come e dove verranno investiti i fondi pubblici per l’accessibilità nei prossimi anni.
Il Paese che vorrei ha preparato le proprie osservazioni per chiedere all’Amministrazione di correggere anzitutto la grave incompletezza territoriale del Piano che, al momento, riguarda solo la zona centro ed esclude importanti zone residenziali, snodi viari ad alta frequentazione e l’intera frazione di Santa Severa.
L’accessibilità va garantita ovunque, senza lasciare indietro nessuno. Per evitare che la dichiarata “programmazione per stralci successivi” diventi un pretesto per non completare mai l’opera, chiediamo cronoprogrammi certi, regole chiare e fondi vincolati in bilancio.

Inoltre, lo studio progettuale del centro – ancora embrionale per quanto riguarda gli spazi pubblici e i tracciati pedonali –
la natura puramente estimativa delle schede d’intervento e la lunghissima lista di spese dichiaratamente escluse dal Piano rappresentano elementi di forte incertezza, che potrebbero non tutelare adeguatamente l’efficacia degli interventi e l’interesse pubblico.
Questo mix di variabili non quantificate, infatti, rischia di privare l’Amministrazione della possibilità di conoscere il reale impatto finanziario delle opere sulle casse comunali.
Accanto a queste critiche, abbiamo avanzato proposte concrete per una città più inclusiva, accessibile e partecipata.
La storia recente del nostro Comune, già condannato per condotta discriminatoria, impone di agire con massima responsabilità e precisione.

Il cambio di Amministrazione deve coincidere con il cambiamento radicale della visione di fondo su un tema che è anzitutto una scelta di civiltà.
Non ci possiamo accontentare di un piano carente, la priorità della politica e della macchina pubblica deve andare alla tutela dei diritti delle persone con disabilità, non alla difesa procedurale dei propri uffici.
Invitiamo quindi la cittadinanza e le realtà associative a consultare il P.E.B.A. sul sito comunale e a inviare le proprie osservazioni al Protocollo, entro il 13 novembre.
L’accessibilità non riguarda solo chi ha una disabilità motoria o sensoriale, ma tocca chiunque spinga una carrozzina, porti la spesa, sia temporaneamente infortunato o avanti con gli anni. Una città accessibile è una città più sicura e più vivibile per tutti.
Il Paese che vorrei
Riceviamo e pubblichiamo.
