Facciamo un giro in città e ci rendiamo conto che forse troppi errori sono stati fatti dalle ultime amministrazioni, e i risultati sono visibili a tutti
La piscina comunale fantasma: un progetto nato male che la città paga ancora oggi

A Santa Marinella c’è una ferita urbana che negli anni è diventata il simbolo di una politica incapace di guardare lontano.
È quella della piscina comunale al cosiddetto “Triangolone“, una struttura progettata, annunciata e avviata tra grandi promesse ma mai entrata realmente a servizio della città.
Un’opera che, a distanza di anni, resta abbandonata e inutilizzata, mentre i cittadini continuano a pagarne le conseguenze.

Bisogna tornare indietro al 2007, quando l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Pietro Tidei presentava il progetto come una delle opere sportive più importanti per la città.
In quegli anni l’assessorato allo sport era affidato a Damiano Gasparri, che intervenne direttamente sul progetto chiedendo modifiche sostanziali alla struttura.
Come riportato all’epoca anche dalla stampa, fu proprio Gasparri a sollecitare l’adeguamento della vasca agli standard federali per le competizioni agonistiche, con il conseguente ampliamento delle dimensioni.
Una scelta che sulla carta poteva sembrare ambiziosa, ma che nei fatti si rivelò un errore di impostazione e di prospettiva. Il problema non fu tanto costruire una piscina, quanto costruire una piscina fuori scala rispetto alla realtà cittadina.


Adeguare l’impianto agli standard per manifestazioni agonistiche significava infatti immaginare una struttura con:
- costi di realizzazione più elevati
- spese di gestione molto più alte
- necessità di un modello gestionale complesso
In altre parole, un impianto pensato come struttura sportiva di livello federale in una città che avrebbe probabilmente avuto bisogno di una piscina funzionale per scuole, associazioni e attività di base.
Una scelta che oggi molti osservatori definiscono politicamente miope. Un progetto costoso e mai davvero risolto. Il costo previsto dell’opera superava il milione e duecentomila euro, con una parte coperta da finanziamento regionale.

Ma nel tempo il progetto ha incontrato rallentamenti, modifiche, problemi gestionali e soprattutto una totale assenza di una visione sostenibile nel lungo periodo.
La piscina comunale di Santa Marinella chiuse il 31 gennaio 2015, interrompendo le attività gestite dalla Marinella Nuoto e lasciando la città senza uno dei principali impianti sportivi.
La decisione fu motivata dalla necessità di lavori di messa a norma. Tuttavia, al momento della chiusura non era stata ancora pubblicata alcuna gara d’appalto, facendo temere uno stop prolungato della struttura.
La vicenda suscitò forte indignazione tra i cittadini: l’impianto, costruito solo quattro anni prima con fondi pubblici, presentava già gravi criticità.
Alcune perizie avevano evidenziato carenze emerse già in fase di collaudo, sollevando dubbi sui controlli e sulle responsabilità.

Nel 2015 la piscina comunale risultava chiusa e necessitava di importanti interventi per poter tornare agibile.
Secondo le indicazioni del CONI, servivano non meno di 300mila euro per adeguare la struttura e ottenere il nulla osta alla riapertura.
L’allora amministrazione guidata dal sindaco Roberto Bacheca nel tentativo di sbloccare la situazione affidò l’incarico per la redazione del progetto esecutivo di messa a norma dell’impianto natatorio.
Il compito fu assegnato all’ingegner Domenico Fiorelli, già autore del progetto di riqualificazione di piazza Pyrgi a Santa Severa, che avrebbe dovuto occuparsi anche della direzione dei lavori.
L’obiettivo dichiarato era quello di predisporre il progetto esecutivo e procedere successivamente con una gara d’appalto per realizzare gli interventi necessari alla riapertura della struttura.
Già allora, tuttavia, emergevano diversi problemi strutturali – tra cui assenza della vasca di declorazione, impianti non conformi e parti metalliche arrugginite – che sollevavano interrogativi su come l’impianto fosse stato realizzato e successivamente affidato alla gestione sportiva.

Infatti la cifra lievitò continuamente mentre il tempo passava inesorabile.
Nel 2016 l’amministrazione comunale sempre con Bacheca Sindaco annunciava con entusiasmo un progetto di riqualificazione della piscina comunale, presentato dal Comune su iniziativa della Giunta in collaborazione con il consigliere Andrea Passerini e l’assessore allo Sport Raffaele Bronzolino.
Il progetto prevedeva un investimento complessivo di 1.184.000 euro, candidato al finanziamento attraverso l’avviso pubblico “Sport Missione Comune”, promosso grazie al protocollo d’intesa tra ANCI e Istituto per il Credito Sportivo, con l’obiettivo di rilanciare gli impianti sportivi locali.
Nel tempo, però, la situazione apparse ben diversa dalle aspettative annunciate. Il progetto non vide mai la luce.
La piscina comunale versava ormai ancora in stato di abbandono, simbolo di un progetto che non ha mai trovato concreta realizzazione.


Passava il tempo, cambiò l’Amministrazione e la Piscina Comunale restò abbandonata per anni.
Nel 2022 il Sindaco Tidei, forse dimenticando di aver tagliato lui il nastro della piscina abbandonata, divenuta ormai mirino di vandali e zingari in azione,
dichiarava: “Anni fa a Santa Marinella è sorta una piscina, la cui collocazione non era del tutto esatta, il posto non era consono accanto alla ferrovia ed infatti per questo è stata dichiarata da subito inagibile per il logoramento di alcune strutture portanti.“
Detto questo annunciava un progetto per una nuova piscina, senza riuscire a dare un senso al rudere abbandonato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una struttura che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento sportivo per il territorio è diventata invece uno dei simboli delle opere pubbliche incompiute o mal gestite.
A distanza di anni, ciò che resta non è una piscina funzionante, ma una lezione amara di politica amministrativa.
Quando le opere pubbliche vengono progettate senza una reale analisi delle esigenze del territorio, senza un piano gestionale e senza lungimiranza, il rischio è quello di trasformare un investimento pubblico in un peso per la collettività.
E Santa Marinella, con la sua piscina comunale mai davvero entrata a regime, continua ancora oggi a pagare il prezzo di quelle scelte.
TalkCity.it Santa Marinella
