Dott.ssa MariaStella Giorlandino
“Lasciare una struttura con capacità inutilizzata mentre un paziente resta in attesa è un’occasione persa per tutto il sistema sanitario”

Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 rappresenta un passo avanti importante perché supera la contrapposizione tra sanità pubblica e privata accreditata, puntando su una gestione integrata delle risorse disponibili.
È il giudizio espresso da UAP, l’Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, che però richiama l’attenzione su tre nodi ancora da sciogliere: budget, trasparenza dei dati e criteri uniformi per le prestazioni diagnostiche.

“La sanità pubblica e quella privata accreditata non sono mondi contrapposti – sottolinea la presidente UAP Maria Stella Giorlandino – ma componenti diverse di un unico Servizio sanitario nazionale.
Il cittadino non chiede se una visita, un esame o una diagnosi arrivino dal pubblico o dal privato: chiede di essere curato bene e nei tempi giusti”.
Secondo Giorlandino, il Piano introduce un principio corretto: “Utilizzare tutta la capacità assistenziale disponibile, sotto una regia pubblica, significa garantire più efficienza e soprattutto tutelare il diritto alla salute.
Lasciare una struttura con capacità inutilizzata mentre un paziente resta in attesa è un’occasione persa per tutto il sistema sanitario”.

UAP valuta positivamente l’integrazione degli erogatori pubblici e privati accreditati nei sistemi Cup regionali e l’obiettivo di rendere più omogenei e trasparenti i dati sulle liste d’attesa. Restano però alcune criticità: “Servono budget coerenti con i reali bisogni della popolazione, tariffe sostenibili e regole uguali per tutti gli operatori che erogano prestazioni diagnostiche”, evidenzia la presidente.
Il tema sarà al centro dell’incontro nazionale promosso da UAP il prossimo 9 settembre a Roma, dove l’associazione ribadirà la necessità di superare ogni contrapposizione ideologica:
“Difendere il Servizio sanitario nazionale significa rafforzare la programmazione pubblica e valorizzare tutte le risorse disponibili. La priorità deve essere una sola: garantire ai cittadini la cura giusta, nel luogo appropriato e nel tempo necessario”.
TalkCity.it Redazione

