PARCO DEL TEVERE
Tevere al centro del rilancio: Parco Nazionale, mobilità sostenibile e candidatura UNESCO contro la crisi climatica

Il Tevere torna protagonista delle politiche ambientali e urbanistiche della Capitale.
Dopo i recenti interventi annunciati da Regione Lazio e Campidoglio per la riqualificazione delle sponde e il potenziamento della mobilità sostenibile,
Ecoitaliasolidale e Domus Europa rilanciano una proposta ancora più ambiziosa: la nascita del Parco Nazionale del Tevere, accompagnata dalla candidatura del fiume a Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Secondo le due associazioni, il Tevere rappresenta molto più di un simbolo storico e identitario di Roma.
Il fiume può diventare la principale infrastruttura verde della Capitale, uno strumento concreto per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre le isole di calore, tutelare la biodiversità e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
«È positivo che il Tevere sia tornato al centro dell’attenzione delle istituzioni – dichiarano Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale di Ecoitaliasolidale, e Serena Tajé Forni, vicepresidente di Domus Europ –
ma serve una visione strutturale e di lungo periodo, capace di trasformare il fiume in un’infrastruttura ambientale, climatica, culturale e strategica per Roma e per l’Italia».

Il progetto prevede la realizzazione di un grande Parco Nazionale del Tevere di circa 80 mila ettari, esteso su quattro regioni, otto province e 82 comuni, comprendendo anche il bacino dell’Aniene.
Per estensione diventerebbe il sesto Parco Nazionale italiano e avrebbe il compito di proteggere gli ecosistemi fluviali, rinaturalizzare le sponde, aumentare la capacità di assorbimento della CO₂ e contrastare il consumo di suolo.
Tra le proposte figura anche il riconoscimento del Tevere come sito UNESCO, valorizzando un patrimonio naturale e storico che comprende il centro storico di Roma e aree di grande pregio come la Foresta Fossile di Dunarobba.
Uno dei punti qualificanti del progetto riguarda il ritorno della navigabilità del Tevere lungo l’intero tratto metropolitano, dalla foce fino a Castel Giubileo, attraverso un sistema di trasporto fluviale con battelli elettrici o ibridi.
L’obiettivo è offrire una valida alternativa al traffico cittadino, collegando il centro della Capitale con il porto turistico di Fiumicino e creando un nuovo servizio di mobilità sostenibile destinato sia ai residenti sia ai milioni di turisti che ogni anno visitano Roma.
Secondo le stime elaborate da Ecoitaliasolidale, un sistema composto da dieci battelli elettrici da 90 passeggeri consentirebbe di evitare fino a 6,48 tonnellate di CO₂ per ogni percorso di trasporto fluviale,
contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria.

Il piano comprende inoltre la creazione di un Ente unico per la gestione del Tevere, incaricato di coordinare depurazione delle acque, navigabilità, valorizzazione degli argini, Ciclovia Tiberina, ippovia, attività sportive e culturali.
Sul fronte culturale, le associazioni propongono anche la nascita del Museo del Tevere, da realizzare in una struttura di archeologia industriale nell’area Ostiense.
Il museo racconterebbe la storia del fiume attraverso un percorso interattivo e multimediale dedicato al rapporto tra Roma, l’acqua e il proprio territorio.
Per Ecoitaliasolidale e Domus Europa il Tevere rappresenta oggi una delle principali opportunità di sviluppo sostenibile della Capitale.
Un grande corridoio ecologico capace di integrare ambiente, mobilità, turismo e cultura, trasformando il fiume nella più importante infrastruttura verde di Roma e in una risposta concreta alle sfide imposte dal cambiamento climatico.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

