Provincia Porta d'Italia
Il Presidente del Consiglio Comunale di Fiumicino, Roberto Severini: “Riforma Roma Capitale impone di rilanciare progetto. Presto incontro con amministratori dei territori”

<<La recente approvazione alla Camera della Riforma Costituzionale per il nuovo assetto di Roma Capitale, pensata come ente autonomo e distinto rispetto a Comuni, Province e Città Metropolitane,
e il suo ormai prossimo passaggio in Senato pongono con forza la necessità di rilanciare la proposta della Provincia “Porta d’Italia”.
La nuova legge su Roma Capitale prevede infatti la ridefinizione dei confini provinciali e, in questo senso, il progetto “Porta d’Italia” si trova già in una posizione fortemente avanzata, non fosse altro che diversi enti istituzionali hanno già approvato ufficialmente nei propri Consigli Comunali l’adesione.

Molti territori dell’area vasta non si riconoscono nell’attuale Città Metropolitana di Roma Capitale: il peso della Capitale è troppo ingombrante e la gestione dei servizi appare frammentata.
Per questo è fondamentale tornare a spingere per il superamento della Legge Delrio e per una riforma complessiva delle Province che restituisca loro piena dignità e snellisca le procedure burocratiche.
In quest’ottica, Fiumicino deve tornare a essere protagonista attiva per riannodare i fili del progetto della Provincia “Porta d’Italia”, riaprendo il dialogo con i territori vicini.

L’obiettivo è restituire autonomia e poteri a un’area ricca di risorse, oggi imbrigliata dalle pastoie burocratiche e incapace di esprimere appieno il proprio potenziale di sviluppo.
Per queste ragioni, rivolgo un accorato appello ai colleghi amministratori dei Comuni limitrofi per organizzare, insieme, un incontro operativo volto a fare il punto e a promuovere una serie di iniziative di sensibilizzazione.
La nascita della nuova Provincia è una priorità strategica per creare vere e nuove opportunità di crescita per tutto il territorio.>>
Roberto Severini, Presidente Consiglio Comunale Città di Fiumicino
Riceviamo e pubblichiamo

