Fuori il freddo di gennaio. Dentro una sala che si scalda subito. Non per caso. “Ma questa sera vola” non è solo il titolo del concerto tributo a Lucio Dalla. È una promessa mantenuta.
Il progetto debutta a Roma con un successo pieno. Lo raccontano gli applausi lunghi, gli sguardi lucidi, le voci che si uniscono senza essere invitate.
Ma soprattutto lo racconta il pubblico. Eterogeneo, partecipe, sorprendentemente anche giovane. Molti trentenni. Volti che non hanno vissuto Dalla nel suo tempo, ma lo hanno scelto adesso. Perché Dalla non si ascolta soltanto: si attraversa.
Sul palco sale una band affiatata, generosa, mai fredda. Musicisti che non suonano “contro” l’originale, ma dentro l’opera. A guidare tutto c’è Sunday, Domenica Di Sanzo, voce e presenza scenica capaci di tenere il palco senza forzature.
La sua vocalità è duttile, intensa, rispettosa e personale. Sunday non imita Lucio Dalla. Lo accoglie, lo filtra, lo restituisce con verità. È qui che il progetto fa la differenza.
Al termine del concerto, Sunday racconta così la serata:
“È stata una serata così magica da lasciarci senza fiato. Grazie ai capolavori del grande Lucio Dalla abbiamo potuto emozionarci ed emozionare un pubblico a dir poco stupendo. ‘Ma questa sera vola’ è stato tutto questo. 24 gennaio 2026.”
Accanto a lei una formazione solida e ispirata: Gian Luca Alessandrelli (chitarra e voce) e Daniele De Salvo alle chitarre, Paolo Arcuri (pianoforte e voce), Antonino Moscatelli al basso, Giuseppe Pace alle tastiere, Luca Pichi alla batteria, Massimo Seleghin ai fiati.
Una band che non si limita ad accompagnare, ma partecipa attivamente alla narrazione. In alcuni brani Alessandrelli e Arcuri affiancano Sunday anche con la voce, sostenendola nei cori e nelle interpretazioni.
Non semplici backing vocal, ma presenze vive. È una scelta che restituisce la dimensione corale e teatrale tipica dell’universo di Dalla. Una musica che nasce per essere condivisa.
Il concerto si sviluppa in due atti, per oltre due ore. Non una carrellata frettolosa di successi, ma un viaggio ragionato. I brani arrivano con il tempo giusto, con il respiro giusto. Il concerto si sviluppa in due atti, per oltre due ore di musica. Non una carrellata frettolosa di successi, ma un viaggio ragionato e sentito nell’universo di Lucio Dalla, con arrangiamenti curati da Paolo Arcuri, ispirati in alcuni brani alle storiche esibizioni live del cantautore bolognese.
Da “La sera dei miracoli” a “Se io fossi un angelo”, da “L’anno che verrà” a “Attenti al lupo”, passando per “4/3/1943” e la struggente “Come fanno i marinai”, fino all’immancabile “Caruso”.
Proprio “Caruso” diventa uno dei momenti più alti. Il silenzio prima. L’onda emotiva dopo. Le luci dei telefoni si accendono spontaneamente. È una canzone che non puoi cantare senza pagare un prezzo emotivo. Sunday e la band lo pagano volentieri.
Tra un brano e l’altro trovano spazio racconti e aneddoti. Coincidenze, intuizioni, venti fortuiti che hanno guidato la creatività di Lucio Dalla. Racconti che aiutano il pubblico a entrare nei testi, a comprenderne la genesi, a sentire quanto quelle canzoni siano figlie di un tempo e allo stesso tempo di tutti i tempi.
C’è spazio anche per una parte meno conosciuta del repertorio, come l’opera “Tosca – Amore disperato”, che sorprende e arricchisce la serata. Un passaggio che conferma quanto l’universo di Dalla sia vasto e stratificato. Quando Dalla canta l’attesa, la paura del futuro, l’amore fragile, sembra parlare esattamente dell’oggi.
Il pubblico lo percepisce. Lo riconosce. Canta. Si accende. La band ringrazia più volte una platea partecipe, mai distratta. Qui la musica passa dal palco e torna indietro moltiplicata.
E quando sembra finita, non è finita davvero. Il bis arriva quasi naturalmente. “Piazza Grande” chiude la serata come un abbraccio collettivo. Perché quella piazza è ovunque ci siano persone che si riconoscono nelle stesse canzoni.
A fare da cornice c’è l’Auditorium Due Pini, realtà romana preziosa, capace di offrire musica di qualità a prezzi accessibili. Un luogo che dimostra che la cultura può essere popolare senza essere povera.
Unico appunto riguarda l’assegnazione dei posti. Evitare la corsa al posto migliore renderebbe l’esperienza ancora più serena. Il concerto, però, resta impeccabile.
“Ma questa sera vola” non è solo un tributo riuscito. È la prova che Lucio Dalla non è un ricordo, ma una presenza. Che le sue canzoni continuano a parlare. E che quando una band suona con rispetto, competenza e cuore, la musica fa quello che deve fare: unisce.
Il pubblico dell’Auditorium Due Pini lo ha sentito chiaramente. Non era nostalgia. Era riconoscimento.
E sì, anche questa sera, Lucio Dalla ha volato.
Foto: Maurizio De Rosa, Stefano Baiocco
Dino Tropea TalkCity.it Roma
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Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza. Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale. Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.
Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
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