Un anno di reclusione e 50mila euro di risarcimento. La Procura: “Mancata custodia, negligenza e imprudenza”
Si è concluso con una condanna il processo per la tragica morte del runner 39enne sbranato da tre cani rottweiler l’11 febbraio 2024 nel bosco di Manziana, in provincia di Civitavecchia.
Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Civitavecchia ha inflitto un anno di reclusione, con rito abbreviato, alla coppia proprietaria dei cani, disponendo inoltre il pagamento di una provvisionale di 50mila euro a titolo di risarcimento.

I due imputati erano accusati di omicidio colposo. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, la tragedia sarebbe stata causata da gravi carenze nella custodia degli animali.
Nel capo d’imputazione, i pubblici ministeri parlano infatti di “negligenza, imprudenza e imperizia”, sottolineando come i proprietari abbiano omesso di adottare le necessarie misure di sicurezza per evitare la fuga dei cani.
Dalle indagini è emerso che i tre rottweiler erano detenuti in un’abitazione ritenuta non idonea, delimitata da una recinzione esterna che presentava un’apertura di circa 30 centimetri, sufficiente a consentire agli animali di scappare.

Proprio attraverso quel varco, l’11 febbraio, i cani sarebbero riusciti a uscire, dirigendosi verso l’area boschiva di Manziana.
Nel bosco, i tre molossi hanno incontrato il runner, che stava svolgendo attività sportiva, e lo hanno aggredito brutalmente, provocandone la morte.
Un episodio che ha profondamente scosso la comunità locale e riacceso il dibattito sulla responsabilità dei proprietari e sulla corretta gestione dei cani potenzialmente pericolosi.

La sentenza rappresenta un importante segnale sul piano della responsabilità penale in materia di custodia degli animali,
ribadendo l’obbligo di adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza delle persone.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
