Villaggio Olimpico, Pratone di Via Teulada, Fori Imperiali , tre minacce diverse al patrimonio verde e storico di Roma ma un unico nemico : il cemento
Milioni di Euro di cemento che finiscono in progetti definiti di “riqualificazione” .
Ma gli unici a ribellarsi sembrano gli indigeni , vale a dire i liberi cittadini che non vogliono che beni pubblici vengano piegati ai profitti privati .
Oggi parliamo del caso del Villaggio Olimpico

Al Villaggio Olimpico è già attivo un cantiere da 1.478,227 Euro. Un appalto che potrebbe essere solo l’inizio di un totale rifacimento dell’intera area del complesso residenziale da 70 milioni di Euro.
Il Villaggio era un gioiello urbanistico , capolavoro degli architetti Cafiero, Libera, Luccichenti, Monaco e Moretti, edificato in occasione delle Olimpiadi del 1960.
Un luogo dove a predominare era il verde dei prati e delle alberature di pregio in armoniosa convivenza con gli edifici abitativi, lodato anche da Le Corbusier.

I termini utilizzati “restyling, rigenerazione urbana, sviluppo sostenibile” allarmano i residenti, termini che mancano di trasparenza e in genere sono utilizzati per mascherare, in nome di un falso green, colate di cemento.
Per il momento la cosiddetta riqualificazione del Villaggio Olimpico sembra limitata a un “intervento di pedonalizzazione di Viale XVII Olimpiade”, dall’oasi di verde rischiano di sparire oltre 1300 mq di giardino, circa il 10%, per far posto a un non meglio precisato “parco lineare”.
Sul sito ufficiale del Comune di Roma si legge come questo “parco” sarà dotato di un “playground, un percorso fitness e nuovi impianti di illuminazione”.

Per ora il cantiere ha prodotto solo disagi , alla viabilità, alla mobilità e agli alberi , le cui radici vengono lambite con veemenza dalle scavatrici e nonostante la soprintendenza abbia messo per iscritto l’obbligo di tutela.
Il progetto definitivo, nonostante il cantiere sia pienamente avviato e le ruspe siano entrate in azione da molti giorni , è stato pubblicato solo parzialmente
e gli “indigeni” del quartiere non sanno come interpretare quelle sessanta tonnellate in dischi di cemento ( 1000 dischi da 60 kg l’uno) che verranno utilizzati per delimitare la pavimentazione . Verranno posizionati sul prato, pur non avendo funzioni pedonalizzanti ?

Anche le cifre di questa “pavimentazione” moderna, mai prevista nel progetto originale degli storici architetti, destano sconcerto negli abitanti del “villaggio”.
Nella tabella riassuntiva delle super categorie di spesa si legge 1 milione e 297 mila Euro per “pavimentazioni e rivestimenti” , a fronte di 43 mila Euro per le “sistemazioni del verde”.
Solo 53 i nuovi alberelli promessi sulla carta, senza menzionare tutti quelli abbattuti negli anni precedenti che ancora attendono di essere ripiantati, tra questi diversi pini e altri esemplari di pregio.

Il progetto non include costi di manutenzione, sia per i grandi alberi già presenti che per quelli a venire. Cinque betulle moribonde campeggiano nel grande spazio verde di Viale XVII Olimpiade. Erano state piantate di recente.
D’altronde su esplicita indicazione del Municipio, si legge nelle carte, vanno ridotti i costi della manutenzione del giardino.
Forse è così che un parco, sia pure “lineare”, da verde diventa grigio. Con tanti saluti alla storia dell’architettura moderna e a Le Corbusier.
Jacopa Stinchelli. TalkCity.it Redazione