Spesi milioni per l’ambiente al Comune di Roma, ma aumentano i danni, gli incidenti e i disagi
Tra il 4 e il 5 gennaio 2026 ai Fori Imperiali e sulla Via Appia Nuova, al Quadraro e a Viale Spartaco, sotto la pioggia incessante, sono crollati alcuni pini e alberi su strada, circondati dal bitume, ma anche da troppi segreti di pulcinella e troppe pericolose bugie.

I pini non amano i terreni acquitrinosi , dovrebbe essere cosa nota, i tanti milioni piovuti per il verde dovrebbero servire a tutelarli.
Ma siamo sicuri che chi ci amministra abbia a cuore la salute delle nostre radici ?
L’associazione Info.roma.it , da anni attiva nella tutela del patrimonio storico, grazie alle ricerche con banche dati digitali e google earth svolge anche un compito fondamentale: stabilire quanto i lavori stradali, i cantieri e gli scavi siano implicati nei crolli degli alberi.

Gli apparati radicali dei pini crollati sono risultati gravemente compromessi, chi doveva controllare ? E perché non lo ha fatto ?
Parla Alessandro Cremona Urbani:
“Gli alberi purtroppo fanno notizia quando crollano, noi invece cerchiamo le cause e i responsabili , perché una cosa è certa, questi alberi non si sono suicidati.”

“Nel caso del pino ai Fori Imperiali, in un post sulla nostra pagina SOS Patrimonio Storico, illustriamo come i recenti lavori di ripavimentazione possano aver soffocato l’apparato radicale. “
Questi lavori sono avvenuti nel rispetto del regolamento scavi ? C’era un agronomo a controllare che le radici non venissero lesionate ? Il pino era stato sottoposto alle sconsigliate potature ?
A quanto ci risulta , inoltre, sono stati spesi tanti soldi in prove di trazione su quel tratto , vicino alla Torre dei Conti e non solo .

Se correttamente eseguite avrebbero dovuto rilevare in quel pino risultati di instabilità, considerando gli scavi che aveva subito.
Cremona Urbani continua : “Per il crollo a Via Appia Nuova abbiamo dimostrato come negli ultimi 5 anni siano state inserite in quel parcheggio due colonne per la ricarica delle macchine elettriche proprio ai lati del pino domestico.
E potrei continuare con altri esempi ricavati dall’analisi dei crolli dal 2023 ad oggi. “

La trasmissione La Voce degli Alberi , che riprende Martedì 13 gennaio, ha intervistato spesso gli esperti che studiano e analizzano la statica degli alberi in ambiente urbano,
in questa disciplina scientifica vengono presi in considerazione diversi fattori per stabilire il rischio o le cause e le responsabilità di un crollo, quando purtroppo avviene .
Fattori topografici, ambientali, danni meccanici , altezza dell’albero, dimensioni del tronco e della chioma , stato di salute delle radici , anche i fattori meteorologici vanno presi in considerazione , ma se gli alberi sono stati sabotati resta questo il fattore preminente.

Parlare di crolli dovuti al ” maltempo” o , peggio, al ” cambiamento climatico” significa insultare l’intelligenza delle persone.
Chi amministra deve chiedersi che ruolo abbiano i danni umani e come evitarli.
Per Gualtieri e Alfonsi è il terzo periodo natalizio consecutivo funestato da crolli di alberi che, secondo molti, potevano essere evitati.

A Roma un accordo quadro triennale prevede 100 milioni di investimento per la ” cura” del verde, questi fondi dovrebbero proteggere e mantenere in salute il patrimonio arboreo della Capitale .
La ” cura” a base di motoseghe e decine di migliaia di abbattimenti senza cronoprogramma né trasparenza hanno generato rabbia e sfiducia nei cittadini.
Nonostante tutti questi milioni dati alle ditte esternalizzate, gli alberi continuano a crollare .
Jacopa Stinchelli. TalkCity.it Redazione

