Il Sindaco Mario Baccini: “La memoria di un uomo come Matteotti non può diventare terreno di scontro politico”

È stato uno dei momenti più accesi del Consiglio comunale di Fiumicino quello che ha visto contrapporsi maggioranza e opposizione sulla mozione che proponeva di intitolare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti.
Una proposta respinta dall’aula e che ha immediatamente acceso la polemica politica, con i consiglieri di opposizione che hanno accusato l’Amministrazione di aver compiuto una scelta “gravissima”, sostenendo che bocciare la mozione significhi prendere le distanze da uno dei simboli della democrazia italiana.
Una lettura che il sindaco Mario Baccini ha però respinto con fermezza, scegliendo di riportare il dibattito su un piano istituzionale e invitando a distinguere il valore storico di Matteotti dall’utilizzo politico della sua memoria.
Secondo il primo cittadino, infatti, il voto contrario non rappresenta in alcun modo una presa di distanza dalla figura del deputato socialista assassinato dai fascisti nel 1924.
Al contrario, il Consiglio comunale ha riconosciuto unanimemente il suo altissimo valore civile e democratico, ritenendo però che una personalità di tale spessore debba appartenere all’intera comunità nazionale e non diventare oggetto di una contrapposizione tra maggioranza e opposizione.

“Giacomo Matteotti è una figura di altissimo rilievo nella storia d’Italia – ha dichiarato Baccini – Parlamentare coraggioso, riformista socialista e convinto difensore della legalità, pagò con la vita la denuncia delle violenze e delle illegalità che accompagnarono l’affermazione del fascismo. Il suo sacrificio appartiene al patrimonio democratico dell’intera Nazione e non può essere oggetto di appropriazioni di parte“.
Parole che delineano chiaramente l’impostazione scelta dall’Amministrazione: non negare il tributo a Matteotti, ma evitare che una figura unanimemente riconosciuta come simbolo della democrazia venga utilizzata nel confronto politico quotidiano.
L’opposizione aveva parlato di “due pesi e due misure”, richiamando la precedente intitolazione di uno spazio pubblico a Sergio Ramelli e sostenendo che il rifiuto della mozione rappresenti una precisa scelta politica.
Una ricostruzione che il sindaco ha però ribaltato, spiegando come la contrarietà sia riferita esclusivamente al testo presentato e non certo alla figura di Matteotti.

“Proprio per il rispetto che dobbiamo alla sua memoria, riteniamo che essa non debba essere utilizzata per alimentare contrapposizioni politiche contingenti o per esprimere giudizi indiretti sugli avversari politici di oggi. Le istituzioni hanno il dovere di unire, non di dividere, soprattutto quando richiamano figure che appartengono alla coscienza civile del Paese“, ha aggiunto il primo cittadino.
Una posizione che punta dunque a preservare l’equilibrio istituzionale su temi che appartengono alla storia della Repubblica, evitando che personalità come Giacomo Matteotti diventino oggetto di un confronto ideologico destinato a dividere anziché unire.
Baccini ha infine chiarito che “la nostra contrarietà è riferita esclusivamente al contenuto della proposta e non alla figura di Giacomo Matteotti, che riconosciamo e rispettiamo“, ribadendo come la mozione contenesse, secondo la maggioranza, valutazioni e finalità politiche non condivisibili.
Al di là delle inevitabili polemiche, il dibattito ha riportato al centro una riflessione sul ruolo delle istituzioni nella gestione della memoria storica: per l’Amministrazione comunale, il ricordo di figure come Matteotti deve rimanere patrimonio condiviso dell’intera comunità, sottratto alle dinamiche dello scontro politico e custodito con quello spirito di equilibrio e rispetto che la loro stessa storia impone.
In molti in città si chiedono come mai, visto che la morte di Giacomo Matteotti risale al 1924, in tanti anni di governo di sinistra a Fiumicino nessuno ci aveva mai pensato.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione

