2026 lancio fiumicino - 1
Il sindaco in diretta nel programma di Corrado Orfini analizza il voto che ha visto prevalere il No in città, nonostante le indicazioni del centrodestra. “Risultato trasversale, i cittadini volevano contare davvero”
Fiumicino archivia il referendum sulla giustizia con un dato chiaro: prevale il No, e lo fa in maniera significativa, segnando uno scarto rispetto alle indicazioni politiche arrivate da parte dei partiti di centrodestra che governano la città.
Un risultato che inevitabilmente ha acceso il dibattito anche a livello locale.
A fare chiarezza è stato il sindaco Mario Baccini, intervenuto in diretta nel programma di Corrado Orfini su TalkCity WebRadio, offrendo una lettura che prova a riportare il confronto su un piano più ampio e meno strumentale.

Baccini è netto:
“È stato un referendum di altissima intensità democratica, ma è stato un errore trasformarlo in uno scontro politico. Così si è perso il vero significato della consultazione”.
Secondo il primo cittadino, il dato più rilevante è la partecipazione:
“Quando i cittadini percepiscono che il loro voto è davvero decisivo, vanno a votare. Questo è il messaggio più forte che arriva da questa tornata”.
Un passaggio che suona anche come una riflessione più ampia sulle dinamiche elettorali nazionali e sull’astensionismo.

Entrando nel merito del risultato locale, Baccini ridimensiona la lettura politica del voto:
“A Fiumicino non darei un valore politico-elettorale a questo risultato. È stato un voto molto trasversale”.
Il sindaco racconta anche un dato interessante:
- Nord del Comune più orientato al Sì
- Sud dove ha prevalso il No
Una spaccatura territoriale che conferma quanto già emerso anche in altri comuni del litorale.

“Molti cittadini hanno votato spinti da motivazioni diverse, anche lontane dal quesito referendario: paura della guerra, questioni internazionali, clima generale. Tutti elementi che hanno influito”.
Non sono mancate, nei giorni successivi al voto, analisi e tensioni anche interne alla maggioranza, rilanciate da esponenti politici locali. Ma il sindaco smorza i toni:
“La nostra amministrazione è solida, granitica. Nel dibattito politico è normale che ognuno faccia le proprie valutazioni, ma sarebbe un errore usare questo referendum per leggere equilibri locali”.

Parole che chiudono, almeno per ora, ogni possibile interpretazione di crepe politiche.
Baccini guarda avanti:
“Abbiamo perso un’occasione per alcune riforme, ma ora bisogna prendere atto del voto e andare avanti. I cittadini chiedono risposte e vogliono partecipare”.
Un messaggio che sposta il focus dall’analisi del voto all’azione amministrativa.

Nel corso dell’intervista si è tornati anche su un tema strategico per il territorio: la nascita della nuova provincia del litorale.
“È stata calendarizzata alla Camera la riforma su Roma Capitale. Questo porterà a un riassetto dell’area metropolitana e delle province. Siamo in dirittura d’arrivo”.
Un passaggio che potrebbe avere ricadute importanti anche per Fiumicino e per l’intero quadrante del litorale nord.
In sintesi, dalle parole del sindaco emerge una linea chiara:
niente letture politiche forzate, ma una presa d’atto di un voto complesso e trasversale.
Il referendum passa, ma il dibattito – soprattutto a livello locale – è tutt’altro che chiuso.
TalkCity.it Fiumicino

