
Fiumicino vuole tornare a essere porta, non vicolo cieco
Certe notizie non bussano: arrivano dritte al cuore.
E quella che in questi giorni sta facendo parlare tutta Fiumicino è una di quelle che profumano di romanticismo urbano, di ricordi che tornano e di futuro che finalmente prende il treno giusto.
L’amministrazione guidata dal sindaco Mario Baccini ha annunciato un progetto destinato a cambiare il volto – e il ritmo – di Fiumicino: la stazione ferroviaria tornerà in città.
Una notizia che mette d’accordo un po’ tutti. I pendolari, che già sognano di lasciare l’auto a casa, risparmiare tempo, carburante e nervi (e magari anche qualche multa).
I commercianti, che intravedono nuovi flussi, più persone che camminano, entrano, comprano, vivono il centro. Gli studenti universitari, finalmente meglio collegati con Roma, senza l’odissea quotidiana tra bus e coincidenze improbabili.
Ma poi ci sono loro: i romantici della rotaia, quelli che la stazione se la ricordano davvero.
Come nel video condiviso dalla giornalista, nostra lettrice, Alessandra Zauli, diventato virale in poche ore.
Racconti semplici, occhi lucidi, immagini di un tempo in cui Fiumicino non era periferia da raggiungere, ma città connessa, viva, accessibile.
Una stazione che non era solo un’infrastruttura, ma un luogo di partenze, ritorni, saluti, appuntamenti mancati e promesse mantenute.
E qui, inevitabile, non può mancare una punta di polemica politica. Perché quella stazione non era sparita per magia.
È stata tolta, smantellata, salutata frettolosamente per scelta dell’amministrazione precedente, lasciando la città più isolata, più trafficata, più dipendente dall’automobile.
Una decisione che oggi, col senno (e i fatti) di poi, appare quanto meno miope. Ora però il tempo delle recriminazioni può lasciare spazio a quello della rinascita.
Il ritorno della stazione in città non è solo un’opera pubblica: è un messaggio. Dice che Fiumicino vuole tornare a essere porta, non vicolo cieco.
Vuole essere meglio collegata a Roma, all’aeroporto, al resto del mondo. Vuole crescere senza soffocare nel traffico, attrarre senza snaturarsi, muoversi senza perdere la propria identità.
In fondo, come tutte le grandi storie d’amore, anche questa ha avuto una separazione dolorosa. Ma ora le rotaie tornano a incontrarsi.
E Fiumicino può finalmente risalire su quel treno che, per troppo tempo, era passato senza fermarsi.
Corrado Orfini
