
Botta e risposta politico sulla riforma dei porti varata dalla maggioranza
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha replicato alle critiche del Partito Democratico, accusando l’opposizione di attaccare il provvedimento senza averne approfondito i contenuti.
«Non l’hanno letta. Il Pd critica a prescindere. C’è una parte della sinistra che non vuole mai niente, si alza la mattina e non vuole qualcosa», ha dichiarato Salvini rispondendo ai giornalisti.
Al centro del confronto, la nuova architettura della governance portuale, che – secondo il ministro – non penalizza i singoli scali ma punta a una regia nazionale più efficiente.
Salvini ha ribadito che la riforma «è stata fatta rispettando le autonomie ma dando una cornice comune per spendere meglio tutti i soldi a disposizione», chiarendo che nessun porto subirà ridimensionamenti.
«Trieste non perderà nulla, Genova non perderà nulla, Civitavecchia non perderà nulla», ha assicurato, citando esplicitamente Trieste, Genova e Civitavecchia.
Il ministro ha spiegato che l’obiettivo è valorizzare le peculiarità di ogni scalo all’interno di una strategia nazionale condivisa, capace di coordinare investimenti e sviluppo logistico.
«Semplicemente c’è una regia nazionale perché ogni porto ha le sue specificità», ha aggiunto, annunciando con una punta di ironia: «Al Pd manderò una copia della riforma».
Il dibattito resta acceso, con i porti al centro delle politiche infrastrutturali e dello sviluppo economico del Paese.
La riforma, nelle intenzioni del governo, punta a rafforzare la competitività del sistema portuale italiano nel Mediterraneo, mantenendo equilibrio tra autonomia locale e visione strategica nazionale.
TalkCity.it Redazione
