Ferrari e F-35 si sfidano a Grottaglie in una gara spettacolare: Fabio Barone racconta a TalkCity Social TV la sua nuova sfida, il legame con la Marina Militare e il progetto sociale “Ferrari Therapy”
La Ferrari di Fabio Barone torna protagonista di una sfida fuori dagli schemi. Dopo l’esperienza dello scorso anno a Civitavecchia, il pilota romano è pronto a confrontarsi con un avversario ancora più particolare: un F-35 della Marina Militare.
Ospite di TalkCity Social TV, intervistato da Corrado Orfini, Barone ha raccontato la nascita della sua passione per i motori, il lavoro del suo team e soprattutto i dettagli di una competizione che unisce velocità, spettacolo, tecnologia e solidarietà.
La storia di Fabio Barone comincia molto presto. «La passione nasce quando avevo otto anni», racconta durante l’intervista, ricordando quando il padre gli permise di guidare una Fiat Uno.
Da quella prima esperienza è iniziato un percorso lungo e complesso, arrivato oggi alla costruzione di un team composto da professionisti di alto livello.
Tra le figure di riferimento c’è anche Modesto Menabue, storico uomo del motorsport e capo meccanico di Michael Schumacher, Sebastian Vettel, Kimi Räikkönen e, nel suo primo anno, Charles Leclerc.
Una presenza che, secondo Barone, fa la differenza all’interno della squadra: «Si sente la differenza quando c’è lui nel team».

La nuova competizione nasce da una tradizione che affonda le proprie radici negli anni Trenta. Barone ricorda infatti la storica sfida del 1931 tra Tazio Nuvolari e un biplano, disputata all’aeroporto dell’Urbe di Roma.
Nel corso dei decenni, il confronto tra automobili e aerei è tornato più volte protagonista, coinvolgendo anche nomi celebri della Formula 1 come Gilles Villeneuve e Michael Schumacher.
La particolarità della nuova sfida organizzata da Barone sta però nella modalità scelta.
«Abbiamo deciso di alzare l’asticella e di correre uno a fianco all’altro», spiega il pilota.
La Ferrari e il caccia si troveranno quindi a percorrere contemporaneamente un tratto di 500 metri, viaggiando a velocità superiori ai 330 chilometri orari.
Una scelta che rende fondamentale la preparazione tecnica e soprattutto la sicurezza. Lo spostamento d’aria provocato dal decollo dell’F-35 rappresenta infatti uno degli elementi che hanno richiesto una particolare attenzione nella progettazione dell’evento.

La scelta di Grottaglie non è casuale. L’aeroporto pugliese è legato alla Marina Militare e rappresenta la location individuata per un evento che va ben oltre la semplice competizione automobilistica.
Barone ha infatti sottolineato il rapporto costruito negli anni con la Marina Militare e il ruolo centrale del progetto “Ferrari Therapy – Meccanici per un giorno”.
L’iniziativa coinvolge associazioni e ragazzi con disabilità, ai quali viene data la possibilità di vivere l’esperienza dell’evento da protagonisti, indossando per un giorno i panni dei meccanici.
È proprio questa componente sociale a dare un significato più ampio alla sfida tra la Ferrari e il caccia.
Durante l’intervista, Barone ha più volte evidenziato come la Ferrari e le competizioni rappresentino soltanto una parte del progetto.
La velocità diventa infatti uno strumento per attirare attenzione su un messaggio sociale e inclusivo.

Il messaggio, come sottolineato nel corso della conversazione, deve arrivare il più lontano possibile, anche oltre il pubblico presente fisicamente a Grottaglie.
Per questo l’evento assume una dimensione che supera il risultato della gara: da una parte la Ferrari, la tecnologia e la velocità; dall’altra la solidarietà e la possibilità di creare momenti di inclusione attraverso il mondo dei motori.
Nel corso della conversazione non poteva mancare un riferimento alla precedente esperienza di Civitavecchia.
Barone ricorda con particolare entusiasmo le 48 ore trascorse a bordo di Nave Trieste, grazie alla collaborazione con la Marina Militare.
«È stata un’esperienza incredibile», racconta il pilota, ringraziando la Marina per l’accoglienza ricevuta.
Il pilota parla del rapporto con il personale della Marina come di una vera e propria seconda famiglia, sottolineando il lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne impegnati sia nelle attività istituzionali sia nei progetti sociali.

L’appuntamento annunciato durante l’intervista è fissato per l’11 ottobre, con la prova dinamica di accelerazione prevista nella tarda mattinata.
Una giornata dedicata ai motori, ma anche a un progetto sociale che vuole utilizzare la forza comunicativa di una sfida spettacolare per portare attenzione sull’inclusione.
Fabio Barone arriva così a questa nuova sfida con una Ferrari, un team di professionisti e un avversario decisamente fuori dal comune.
Ma, come emerge dalle sue parole a TalkCity Social TV, il vero obiettivo non si misura soltanto sul traguardo dei 500 metri: è anche quello di trasformare la passione per la velocità in un’occasione per lasciare un messaggio che vada oltre la gara.
TalkCity.it Redazione
