Performance “Decisione imperfetta” esplora il dilemma etico di custodire o cancellare la memoria storica

Al Forte Prenestino, venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 19.00, il Festival Witches Are Back 2026 ospiterà la performance Decisione imperfetta, ideata e interpretata da Barbara Lalle e curata da Michela Becchis, Edoardo Marcenaro e Roberta Melasecca.
Il progetto nasce da un interrogativo etico di grande attualità: cosa fare del sapere che ha contribuito a produrre violenza, oppressione e gerarchie patriarcali?
Conservare testi storicamente violenti significa perpetuare strutture simboliche di dominio; distruggerli comporta assumersi la responsabilità di un intervento attivo sulla storia.

La performance pone lo spettatore di fronte a questo dilemma della memoria, interrogando il ruolo della custodia culturale e dell’archivio come strumenti di potere.
Ispirandosi al “paradosso della tolleranza” di Karl Popper, il lavoro sposta la riflessione dal piano politico a quello culturale: fino a che punto è possibile tollerare e tramandare forme di sapere che incorporano violenza o esclusione?
Seguendo il pensiero di Walter Benjamin, ogni documento culturale è anche documento di barbarie, e la trasmissione della memoria non è mai neutra.

La performance si sviluppa attraverso gesti semplici, deliberati e ripetitivi, mostrando l’impossibilità di decidere senza colpa cosa debba sopravvivere e cosa essere cancellato.
Ogni azione diventa così simbolo di una decisione imperfetta, esposta alla responsabilità etica e alle contraddizioni del presente.
Il progetto affronta anche la relazione tra sapere e potere, secondo Michel Foucault, e osserva come le strutture patriarcali si sedimentino nei testi e nei processi di trasmissione culturale, spesso in maniera invisibile.

Non propone soluzioni definitive, ma apre una riflessione critica sulla responsabilità di chi custodisce e trasmette la memoria, richiamando le riflessioni di Hannah Arendt e Paul Ricoeur su ricordare e dimenticare come scelte eticamente rilevanti.
Decisione imperfetta invita il pubblico a confrontarsi con la storia e con il presente, mostrando come ogni gesto di conservazione o cancellazione sia intrinsecamente imperfetto e abitato dalla contraddizione.
Una performance che trasforma l’archivio in uno spazio vivo di tensione tra sapere, violenza e società.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
