Il presidente dell’Autorità Portuale porta al Parlamento europeo le priorità del sistema portuale. Infrastrutture, collegamenti e sostenibilità al centro del confronto. Ma senza investimenti concreti il rischio è frenare lo sviluppo di uno dei principali scali italiani

Il futuro del porto di Civitavecchia passa anche da Bruxelles.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, ha portato direttamente nelle istituzioni europee le grandi questioni ancora aperte per lo sviluppo dello scalo:
il completamento della superstrada Civitavecchia-Orte, il potenziamento dei collegamenti intermodali e le risorse necessarie per affrontare la transizione ecologica.
L’occasione è stata l’Autumn Workshop di Connact, ospitato il 13 ottobre al Parlamento europeo, dove Latrofa è intervenuto al panel Mobility & Logistics, confrontandosi con rappresentanti delle istituzioni comunitarie e del mondo dei trasporti.
A margine dei lavori, anche un incontro con la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.
Tra le priorità rilanciate a Bruxelles spicca il completamento della trasversale Civitavecchia-Orte, infrastruttura strategica per collegare il porto con il sistema autostradale nazionale e i principali corridoi logistici europei.

Un’opera attesa da decenni, fondamentale per trasformare Civitavecchia da grande scalo crocieristico e marittimo in un autentico polo logistico e commerciale del Mediterraneo.
Perché il punto è proprio questo: un porto può crescere nei traffici e negli investimenti, ma senza collegamenti efficienti rischia di non esprimere tutto il proprio potenziale economico e occupazionale.
Nel suo intervento, il presidente dell’AdSP ha richiamato l’attenzione sulla necessità di conciliare sostenibilità ambientale e competitività economica.
«L’Europa pone giustamente obiettivi ambiziosi in materia di sostenibilità e competitività – ha sottolineato Latrofa – ma deve anche mettere i porti nelle condizioni di raggiungerli, attraverso una dotazione di risorse finanziarie adeguata».
Un messaggio preciso alle istituzioni comunitarie: non basta fissare obiettivi sulla decarbonizzazione, occorre finanziare le infrastrutture energetiche e logistiche indispensabili per raggiungerli.
La missione europea assume un significato che va oltre i confini portuali.
Lo sviluppo di Civitavecchia riguarda infatti l’intera economia del territorio, dalle imprese della logistica all’autotrasporto, dal commercio all’occupazione.

Il sistema portuale comprende anche Fiumicino e Gaeta, tre realtà con caratteristiche differenti ma accomunate dalla necessità di investimenti e di una visione strategica condivisa.
Al confronto europeo hanno partecipato, tra gli altri, gli europarlamentari Carlo Fidanza e Matteo Ricci, insieme a rappresentanti della Commissione europea e delle istituzioni italiane.
La vera sfida, adesso, sarà trasformare il confronto politico e istituzionale in finanziamenti, cantieri e opere concrete.
Per Civitavecchia non si tratta soltanto di conquistare maggiore attenzione a Bruxelles, ma di recuperare il tempo perduto sulle infrastrutture e costruire le condizioni per una crescita duratura.
La missione di Latrofa rappresenta un passaggio importante in questa direzione.
Ora il territorio attende che alle parole seguano risultati tangibili, perché il porto non può permettersi di perdere le opportunità offerte dai nuovi scenari della logistica europea.
TalkCity.it Redazione
