Il capogruppo di Fratelli d’Italia, vera spina del fianco dell’Amministrazione, chiede la revoca della concessione: “Gravi irregolarità nella gestione, rischio danno erariale”

Scoppia il caso sull’impianto sportivo comunale “M. Vergari”. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Armando Tondinelli, ha inviato una diffida formale e messa in mora all’amministrazione guidata dal sindaco Crocicchi, denunciando presunte irregolarità nella gestione della struttura.
Secondo quanto riportato nella lettera, lo stesso Comune avrebbe accertato che il gestore dell’impianto avrebbe concesso a pagamento alcuni beni pubblici – in particolare depositi – senza averne titolo, incassando somme indebitamente.
Una circostanza che avrebbe già portato l’Ente a disporre la restituzione degli importi percepiti. Per Tondinelli si tratta di un fatto tutt’altro che marginale.

Il consigliere parla di violazione grave degli obblighi convenzionali, sottolineando come l’utilizzo “sine titulo” di beni pubblici e la percezione di corrispettivi rappresentino un comportamento incompatibile con i principi di legalità e trasparenza della pubblica amministrazione.
Nel mirino anche la posizione dell’amministrazione, che – sempre secondo il rappresentante di FdI – avrebbe sottovalutato la gravità della vicenda, arrivando a qualificare l’episodio come “non grave inadempimento”. Una lettura giudicata “giuridicamente incongrua e insostenibile”.
Da qui la richiesta netta: cessare immediatamente il rapporto concessorio con il gestore dell’impianto “Vergari”, avviando contestualmente tutte le procedure necessarie per garantire la continuità del servizio, anche con soluzioni temporanee.
Non solo. Tondinelli chiede anche una verifica complessiva sulla gestione, per accertare eventuali ulteriori irregolarità e responsabilità, imponendo al Comune di fornire una relazione dettagliata entro 10 giorni.

Il tono della diffida è tutt’altro che morbido.
In caso di mancato riscontro, il consigliere annuncia il coinvolgimento delle autorità competenti – dalla Corte dei Conti alla Guardia di Finanza fino all’ANAC – per valutare eventuali profili di responsabilità amministrativa, contabile e penale.
Una vicenda che rischia di aprire un nuovo fronte politico a Bracciano, con il tema della gestione del patrimonio pubblico destinato a diventare terreno di scontro nelle prossime settimane.
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