19,6 milioni in prime time e cresce il consumo su smart TV e smartphone

Nonostante l’esplosione dell’offerta digitale e dello streaming, la televisione continua a occupare un ruolo centrale nelle abitudini degli italiani.
È quanto emerge dall’Annuario 2025 della Televisione Italiana, presentato alla Camera dei Deputati durante l’evento “Le sfide dello streamcasting”.
Tra settembre 2024 e maggio 2025, il consumo medio giornaliero in Total Audience si attesta a 8,73 milioni di spettatori, con un calo contenuto dell’1,2% rispetto alla stagione precedente.

In prime time, l’ascolto raggiunge i 19,6 milioni, confermando la solidità della TV tradizionale anche nella fascia oraria più competitiva.
Nel complesso, gli italiani trascorrono oltre 3 ore e 20 minuti al giorno davanti alla TV lineare, che resta il perno del sistema mediale nazionale.
Il consumo “non riconosciuto”, che include streaming, browsing e gaming, si mantiene stabile a poco più di 1,7 milioni di spettatori medi al giorno.

A trainare il cambiamento è soprattutto la diffusione delle Smart TV, che hanno superato per la prima volta il 50% del parco televisivo nazionale, arrivando a 22,2 milioni di unità. Nel 2025, il 40% dell’ascolto medio televisivo è generato proprio da questi dispositivi.
Parallelamente, cresce la fruizione su smartphone, che con oltre 50 milioni di device restano lo schermo più diffuso tra gli italiani.
L’Annuario introduce il concetto di “streamcasting”, un modello ibrido in cui la televisione tradizionale si integra con lo streaming online, dando vita a un ecosistema complesso in cui convivono broadcaster, piattaforme globali, servizi on demand e social media.

In questo contesto, il consumo streaming rappresenta ormai quasi il 19% del totale, con una crescita significativa tra gli over 65 grazie alla maggiore familiarità con le Smart TV.
Sul fronte dei contenuti, crescono factual, game show e intrattenimento, mentre rallenta la produzione di fiction originale, pur con investimenti record che superano gli 894 milioni di euro.
Un segnale di vitalità per un settore che, pur in profonda trasformazione, continua a rappresentare uno dei pilastri dell’industria culturale italiana.
TalkCity.it Redazione
