La novità aumenta del 50% il valore fiscale delle auto oltre cinque anni

Per chi utilizza un’auto aziendale anche per uso privato, arriva una novità che può incidere sulla busta paga. Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148, in vigore dal 12 agosto, modifica il calcolo del fringe benefit legato alle auto concesse in uso promiscuo.
Il calcolo continua a basarsi sulle tabelle ACI, ma cambia con l’età del veicolo. Nei primi cinque anni si applicano le percentuali previste in base all’alimentazione.
Dal 1° gennaio dell’anno successivo al compimento del quinto anno, invece, il valore fiscalmente rilevante del fringe benefit viene aumentato del 50%.
Attenzione: non significa che le tasse aumentino automaticamente del 50%. Cresce del 50% il valore imponibile sul quale vengono calcolate imposte e contributi.
Per esempio, un fringe benefit di 2.500 euro passerebbe a 3.750 euro. I 1.250 euro aggiuntivi sono quindi imponibile, non tasse.
La novità non modifica le percentuali legate all’alimentazione:
- 10% per le auto elettriche;
- 20% per le ibride plug-in;
- 50% per gli altri veicoli.

Anche per queste auto, però, dopo il quinto anno scatta la maggiorazione del 50% sul valore determinato secondo il criterio previsto.
Il decreto interviene anche su optional e allestimenti non compresi nelle tabelle ACI, prevedendo nei casi interessati una valorizzazione forfettaria con un incremento del 5% del fringe benefit.
La novità riguarda soprattutto i lavoratori che utilizzano auto aziendali con più di cinque anni. Un valore imponibile più alto può infatti tradursi in un aumento delle imposte e dei contributi e quindi in un netto in busta paga più basso.
Per conoscere l’effetto reale bisogna considerare modello, alimentazione, data di prima immatricolazione, valore del fringe benefit, eventuali trattenute e aliquota fiscale del dipendente.
La novità, dunque, introduce un nuovo elemento da monitorare: non conta più soltanto quale auto aziendale viene assegnata, ma anche quanti anni ha.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

