Federica Torzullo è scomparsa l’8 gennaio. Trovate tracce di sangue in casa. Bruzzone: “Nessuna prova che sia uscita con le sue gambe”.
Durante un nuovo sopralluogo nella villetta di famiglia, i carabinieri del RIS hanno rilevato tracce di sangue grazie all’uso del luminol. I campioni sono ora al vaglio per stabilirne l’origine e valutarne la compatibilità con un’eventuale aggressione.
Le ricerche proseguono lungo due direttrici. Da un lato il lago di Bracciano, dove i sommozzatori stanno esplorando le aree più accessibili.

Il lago può raggiungere una profondità superiore 160 metri. Oltre una certa quota, però, sarà necessario ricorrere a tecnologie avanzate. È un’attività tecnica, lunga e complessa, che richiede precisione e pazienza.
Dall’altro lato ci sono le verifiche legate all’ambito lavorativo del marito. In questa fase si incrociano orari, spostamenti e utilizzo di veicoli, cercando eventuali incongruenze. È una linea d’indagine discreta, ma spesso determinante.
In questo quadro si delineano due scenari investigativi. Il primo è quello del ritrovamento del corpo.

In quel caso, gli accertamenti medico-legali potrebbero chiarire dinamiche, tempi e cause dell’eventuale morte, fornendo elementi concreti per rafforzare o ridimensionare le ipotesi accusatorie.
Il secondo, più complesso, è quello dell’assenza del corpo.
È uno scenario già verificatosi in altri casi. In queste situazioni, si può procedere comunque, ma solo con un quadro indiziario forte, coerente e privo di alternative plausibili.
Senza un riscontro forense diretto, ogni dettaglio deve sostenere l’impianto accusatorio, da solo e nel suo insieme.

La presenza di sangue, in entrambi gli scenari, rappresenta un elemento potenzialmente rilevante. Se il corpo venisse ritrovato, potrebbe contribuire a definire la dinamica della morte, la tipologia delle lesioni e il luogo esatto in cui si è verificato l’evento.
In assenza del corpo, invece, le tracce ematiche diventerebbero un indizio da valutare nel contesto complessivo, per stabilire la compatibilità con un’azione violenta e la riconducibilità certa alla persona scomparsa.
Nel caso di Federica Torzullo, se il corpo non dovesse essere trovato, le indagini resterebbero comunque possibili, ma più complesse.

Ogni valutazione dovrà basarsi su dati oggettivi e ripetibili: tracciati digitali, accertamenti scientifici, incroci di testimonianze e ricostruzioni tecniche.
In assenza di una prova diretta, il margine di incertezza aumenta e l’intero impianto accusatorio dovrà poggiare su una coerenza indiziaria solida e priva di alternative plausibili.
In alcuni video diffusi sui social e in TV, i familiari di Federica hanno escluso l’ipotesi di un allontanamento volontario. La cugina Siria ha ribadito che non si sarebbe mai allontanata senza il figlio. Anche i genitori sottolineano che Federica era attenta e presente, e si sarebbe assicurata che il bambino fosse stato preso a scuola.

La criminologa Roberta Bruzzone, intervenuta a La Vita in Diretta, ha commentato pubblicamente il caso, definendo “anomalo” il ritardo con cui è stata denunciata la scomparsa di Federica Torzullo.
Secondo la Dott.ssa Bruzzone, l’intervallo temporale disponibile avrebbe potuto consentire non solo un’aggressione, ma anche un’attività strutturata di occultamento del corpo. L’esperta ha osservato che Federica è stata vista rincasare con il marito, ma che
“nulla parrebbe dimostrare che sia uscita da lì con le sue gambe”.

Ciò avvolorerebbe l’ipotesi che l’abitazione possa rappresentare la scena primaria del presunto crimine. Ha inoltre chiarito che non tutte le aggressioni lasciano tracce ematiche evidenti, soprattutto se condotte con modalità asfittiche o premeditate.
“La presenza di tracce – anche di natura ematica – va contestualizzata con attenzione, poiché la casa era l’ambiente di vita quotidiano della donna.” Ha infine sottolineato.
Resta fermo un principio: la presunzione di innocenza vale fino a prova contraria. E il rispetto per Federica impone cautela, misura e silenzio operativo. Spesso, è proprio lì che si risolvono i casi più difficili.

Dino Tropea TalkCity.it Anguillara Sabazia
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.
Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
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