Serata ad alta tensione quella andata in scena nel Consiglio comunale di Allumiere, dove il sindaco Luigi Landi si è trovato costretto a prendere atto di una realtà politica ormai evidente: la maggioranza non c’è più.
L’uscita dall’asse di governo della vicesindaca Stampella e del consigliere Ceccarelli ha infatti fatto venir meno i numeri necessari per proseguire serenamente il mandato amministrativo.
Una crisi che, ufficialmente, non ha ancora trovato parole definitive. Nessuna dichiarazione formale, nessuna presa di posizione netta.
Ma i corridoi della politica locale, si sa, parlano spesso più delle aule consiliari.
E proprio tra i banchi, secondo indiscrezioni raccolte, alcuni consiglieri avrebbero chiesto al primo cittadino chiarezza su una voce che da tempo circola con insistenza: un suo presunto forte interesse alla candidatura a sindaco di Santa Marinella.
Il condizionale è d’obbligo, ma il tema non è più confinato alla fantapolitica. L’idea che un sindaco in carica possa guardare altrove, lasciando il Comune che lo ha eletto per puntare a una nuova sfida amministrativa, ha inevitabilmente sollevato malumori e sospetti.
In pochi, fino a qualche settimana fa, avrebbero immaginato un simile scenario. Eppure la coincidenza temporale tra la rottura della maggioranza e il riemergere di queste voci ha alimentato interrogativi difficili da archiviare come semplici illazioni.
Di fatto, la mossa di Stampella e Ceccarelli – volontaria o meno – finisce per favorire un possibile “piano B” del sindaco Landi.
Ora la normativa parla chiaro: il tempo tecnico per tentare di ricomporre una maggioranza o individuare una soluzione politica è di circa venti giorni.
Un arco temporale breve, ma sufficiente per chiarire se la crisi di Allumiere sia destinata a rientrare o se, al contrario, rappresenti il preludio a nuovi scenari.
E qui si apre il secondo capitolo della vicenda: che tipo di eventuale candidatura sarebbe quella di Landi a Santa Marinella?
Non certo Politica… chi candiderebbe un Sindaco fresco di sfiducia?
Quindi civica? Una situazione che sinceramente non riusciamo ad immaginare.
Tra retroscena, ipotesi e silenzi strategici, una cosa al momento appare certa: Luigi Landi oggi non ha più i numeri per governare Allumiere.
Tutto il resto oscilla tra realtà e fantapolitica, in attesa che i protagonisti decidano di uscire allo scoperto.
Per ora la crisi resta aperta. Domani è un altro giorno. E si vedrà.
Corrado Orfini