
Scontro politico a Tolfa sull’utilizzo dell’aula consiliare: i consiglieri PD parlano di disparità di trattamento, coinvolta la Prefettura e acceso il dibattito su imparzialità e regole democratiche
<<Dal consiglio di ieri emerge una cosa chiaramente è cioè il principio politico ispiratore della sindaca: “il diritto esiste…ma vale solo fino a un certo punto” E soprattutto fino a quando fa comodo a lei. Aggiungiamo noi.
Sull’utilizzo dell’aula consiliare abbiamo assistito a un vero atto di gestione arbitraria della cosa pubblica.
Da una parte si sostiene che non esiste un diniego formale: “La risposta fornita dalla Sindaca, inoltre, non appare configurabile come un diniego implicito in senso tecnico,
bensì come una diversa modalità di soddisfacimento dell’interesse rappresentato, attraverso l’indicazione di una sede alternativa” ( segretaria comunale).
Dall’altra si dice che l’aula non si può usare. Ma allora delle due l’una: o l’aula è concessa, oppure è stata negata. E se è stata negata, la legge prevede che il diniego sia motivato.
Semplice. Talmente semplice che alla domanda diretta su questo punto non è arrivata alcuna risposta. In compenso è arrivata una dichiarazione chiarissima: finché l’attuale Sindaca resterà in carica, l’aula non verrà concessa ( almeno a noi)
Tradotto: non conta cosa dicono le norme, non conta l’assenza di un regolamento, non conta il principio di imparzialità.
Conta la volontà politica di chi in quel momento amministra. Come se l’aula consiliare fosse una proprietà privata e non un bene pubblico.
E qui entra in scena la libera interpretazione delle “pari opportunità e dell’imparzialità, sempre tratta dal magico mondo del diritto della Sindaca.
Secondo lei, per organizzare un incontro avrei dovuto garantire il contraddittorio tra Sì e No.
Una teoria fantasiosa, perché la parità di trattamento significa dare , a tutti la stessa possibilità di usare gli spazi pubblici, non imporre i contenuti degli incontri.
Altrimenti ogni iniziativa diventerebbe impossibile, a meno di non trasformarla in un dibattito obbligatorio deciso dal Sindaco.
Curioso però che questa rigidità scompaia quando conviene.
Questa estate la Villa Comunale , l’unico vero spazio di aggregazione per famiglie e bambini , è stata concessa per una festa di partito, quella di forza Italia, trasformando il parco comunale in un comitato elettorale a cielo aperto.
Chi voleva semplicemente andare a prendere fresco si è ritrovato dentro un comitato elettorale. Lì nessuno ha parlato di imparzialità o di pari opportunità.
Ci è stato spiegato che la loro presenza in aula consiliare fosse un modo per accogliere dei giovani offrendo loro un punto di ritrovo.
Come pellegrini, verrebbe da dire, giunti in visita con l’onorevole Battilocchio.
Peccato che fossero iscritti e militanti di forza Italia. E peccato che se fosse stata davvero un’iniziativa istituzionale sarebbero stati invitati tutti i consiglieri comunali.
Ma non era istituzionale: era politica. E di parte.
E in quel caso andava benissimo. E questo è il punto vero della vicenda: gli spazi pubblici trattati come proprietà privata, le regole piegate all’occorrenza.
Il messaggio che passa è semplice e preoccupante: puoi parlare, puoi organizzare incontri, puoi usare gli spazi pubblici… ma solo se chi governa è d’accordo.
È stata interessata la Prefettura e si attendono riscontri. Ma una cosa è certa: questa vicenda non finisce qui. Perché qui non si tratta di una sala o di una riunione.
Si tratta di stabilire se in questo Comune valgono le regole oppure l’arbitrio. Perché il diritto, in uno Stato democratico, non può valere solo fino a un certo punto.>>
Consiglieri Pd Tolfa
Riceviamo e pubblichiamo
