Geotermia e litio nei Monti Sabatini: nuove ricerche tra potenziale energetico e tutela ambientale

L’area del bacino lacustre e dei Monti Sabatini torna al centro degli interessi energetici e minerari a seguito della richiesta, presentata dalla società Reggelberg Bau s.r.l., per l’ottenimento del permesso di ricerca geotermica denominato “Sabatini Sud”.
L’istanza interessa un vasto perimetro territoriale che si estende sui Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano, Cerveteri, Fiumicino e Roma.
La proposta non nasce in un contesto inesplorato. Il comparto a nord-ovest della Capitale è infatti noto da decenni per la propria origine vulcanica e per le elevate temperature presenti nel sottosuolo.
Già nel corso delle campagne di esplorazione condotte da ENEL tra gli anni Settanta e Ottanta vennero rilevate anomalie termiche di prim’ordine.
Tra i rilievi dell’epoca spiccano i dati registrati nel sondaggio “Sabatini 5” (S5), dove si misurarono circa 140 °C già alla profondità di 680 metri, con valori che superavano i 360 °C oltre i duemila metri, a conferma dell’esistenza di un serbatoio geotermico profondo.

Oltre al potenziale legato allo sfruttamento del calore per la produzione di energia o per utilizzi termici diretti, l’interesse per quest’area si concentra sulla presenza di litio disciolto nei fluidi salini di profondità.
Le analisi storiche condotte sui pozzi dell’adiacente settore di Cesano hanno evidenziato concentrazioni tra le più elevate registrate a livello globale per questa tipologia di fluidi, elemento di forte rilevanza strategica nell’ottica della transizione energetica e della domanda di materie prime critiche.
L’avvio dell’iter amministrativo presso gli uffici regionali apre ora la fase delle valutazioni ambientali e istituzionali. L’area d’interesse intercetta settori di elevato pregio naturalistico e paesaggistico, compresi all’interno del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e della rete di protezione europea Natura 2000.
Le prime fasi dell’iniziativa previste dal proponente riguardano la rielaborazione dei dati geologici esistenti e la modellazione del sottosuolo, in attesa che le autorità competenti si esprimano sulla compatibilità delle successive attività di indagine con i vincoli idrogeologici e ambientali del territorio.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione
