Intercity, FAST Confsal chiede tutele per i lavoratori e vantaggi concreti per i passeggeri

L’ipotesi di aprire il servizio Intercity alla concorrenza può essere un passo avanti verso un servizio più competitivo, ma il beneficio di tale modifica deve essere dimostrato prima di procedere a qualsiasi cambiamento.
Due mesi fa, abbiamo chiesto di utilizzare un periodo di preparazione per rendere esigibile la clausola sociale prima del lancio del bando. Tuttavia, le risposte a questa richiesta non sono state ricevute.
Per questo motivo, spostiamo la domanda: invece di concentrarcene sui numeri di lotti, concentriamoci sulle condizioni di offerta e sui benefici che tali condizioni potrebbero portare.
La Relazione del Ministero al Cipe ci dice che nel 2024 Trenitalia ha percorso circa 26 milioni di treni-km, quasi 900.000 chilometri in più rispetto ai 25,1 milioni previsti dal contratto attuale.
Questo risultato non significa necessariamente che tutto funzioni correttamente: la puntualità entro 30 minuti si è stabilita al 92,4%, sotto l’obiettivo stabilito.
Tuttavia, questo dato ci conferma che chi guida, controlla e mantiene quei treni ha superato le aspettative. È questo il punto di partenza per qualsiasi discussione seria sulla qualità del servizio.

Fissare un tetto ai lotti per ogni operatore è lecito e conformemente al regolamento europeo. Tuttavia, il vero nodo del problema è un altro: un servizio più competitivo non è per questo migliore.
Il concetto di “migliore” deve essere misurato in termini di puntualità, manutenzione garantita, continuità del servizio e formazione del personale.
Su questi punti, le simulazioni ministeriali non hanno fornito dati adeguati. Il rischio di cambiamento, pertanto, lo dovrebbero assumere i passeggeri delle linee meno redditizie e chi lavora su quei treni, quindi chi propone di spezzare il servizio attuale ha l’onere di dimostrare che il nuovo servizio sarà veramente superiore.
Sul fronte europeo, l’apertura del mercato per i trasporti ferroviari deve essere chiesta con la stessa effettività in ogni Paese, senza scorciatoie.
Quanto ai lavoratori, la clausola sociale deve essere scritta nel bando e nel parere dell’Autorità, con vincoli e contratto di settore, come già indicato dalle sei sigle sindacali.

Che il numero di lotti sia due, tre o quattro, nessuno può essere chiamato a pagare il cambiamento con il proprio contratto e la propria anzianità.
La proposta è semplice: prima del subentro, una verifica pubblica, lotto per lotto, di materiale rotabile, manutenzione e personale necessario; poi il passaggio del personale con le tutele del contratto in essere; infine, una misura trasparente dei benefici attesi, da confrontare con il servizio di oggi.
Chi vuole cambiare un servizio che funziona ha il dovere di spiegare quali vantaggi avranno i passeggeri e chi lo garantisce ogni giorno.
Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal
Riceviamo e pubblichiamo.
