Il passaggio di quattro consiglieri e un assessore a Futuro Nazionale provoca la rottura con Fratelli d’Italia. Anche il centrosinistra cerca una nuova identità, mentre il civismo trasversale prova a superare i tradizionali schieramenti.
Tutti parlano di unità, ma i fatti raccontano una situazione decisamente più articolata.
A pochi mesi dalle elezioni amministrative del 2027, la politica ladispolana sembra entrata in una fase nella quale gli equilibri personali, le appartenenze partitiche e i nuovi progetti civici si intrecciano, rendendo ancora incerta la costruzione delle future coalizioni.
Il terremoto più evidente riguarda il centrodestra e porta la firma di Renzo Marchetti, vicesindaco di Fratelli d’Italia, che ha formalizzato le proprie dimissioni, rimettendo le deleghe al sindaco Alessandro Grando.

Una decisione tutt’altro che simbolica, maturata dopo il passaggio a Futuro Nazionale, il movimento del generale Roberto Vannacci, di quattro consiglieri comunali di maggioranza – Pierpaolo Perretta, Marco Lo Guzzo, Sabrina Fioravanti e Manuela Risso – e dell’assessore al Turismo Marco Porro.
Nel suo comunicato Marchetti non nasconde le ragioni politiche della rottura, denunciando un cambiamento degli equilibri della coalizione avvenuto, a suo giudizio, senza un confronto preventivo con tutte le forze della maggioranza.
«La mia decisione è dettata unicamente dalla coerenza nei confronti degli elettori», scrive l’ex vicesindaco, contestando un passaggio politico che definisce «poco trasparente e mai condiviso con tutta la maggioranza».

Il punto, dunque, non sembra essere una semplice questione di deleghe o incarichi, ma il rapporto di fiducia all’interno di una coalizione che aveva ottenuto il mandato degli elettori su un determinato progetto politico.
Il messaggio ufficiale continua a essere quello di un centrodestra unito e coeso, capace di presentarsi alle prossime elezioni con tutte le proprie componenti.
Ma il passaggio di uomini vicini al sindaco verso Futuro Nazionale introduce una questione politica che non può essere ignorata.

Come potranno convivere, nello stesso progetto elettorale, forze che oggi manifestano divergenze così evidenti sul metodo e sull’identità della coalizione?
L’adesione al movimento di Vannacci non determina automaticamente l’uscita dall’area di centrodestra, ma modifica i rapporti tra le sue componenti e complica il confronto con l’area moderata e con i partiti tradizionali.
Il problema diventa ancora più delicato considerando che Grando, dopo due mandati consecutivi, non potrà ricandidarsi a sindaco di Ladispoli.
Il centrodestra dovrà quindi individuare una nuova leadership e decidere se riproporre il modello civico-amministrativo degli ultimi anni oppure costruire una coalizione maggiormente legata ai partiti.

Neppure dall’altra parte dello schieramento il quadro appare definito.
Il centrosinistra cerca una sintesi dopo le divisioni del 2022, quando Alessio Pascucci e Silvia Marongiu si presentarono con candidature separate.
Oggi il confronto coinvolge il Partito Democratico, le altre componenti dell’opposizione e nuove esperienze civiche.
Tra queste assume interesse il percorso di Viva Ladispoli, al quale partecipa anche Federico Ascani,

figura conosciuta e stimata della politica cittadina, impegnato in un progetto trasversale che punta a riunire persone e sensibilità diverse, non necessariamente riconducibili alle tradizionali appartenenze di partito.
Una proposta che introduce un ulteriore elemento nel dibattito: il futuro della città dovrà necessariamente passare attraverso le vecchie coalizioni oppure potranno emergere aggregazioni costruite intorno a programmi, competenze e personalità civiche?
La vicina Cerveteri, dove lo stesso Grando ha annunciato la propria candidatura e dove anche Fratelli d’Italia sta affrontando tensioni interne, dimostra quanto i rapporti politici dei due Comuni siano ormai collegati.
A Ladispoli, tuttavia, la questione centrale resta quella della successione amministrativa.

Anche se per molti sembrano una fuga in avanti, non condivisa all’interno di Fratelli d’Italia cittadino, le dimissioni di Marchetti rappresentano il primo segnale concreto di una frattura che va oltre i singoli incarichi.
Da una parte c’è chi rivendica la continuità del progetto Grando, dall’altra chi chiede chiarezza sulle alleanze e sul rispetto degli accordi politici. Nel frattempo, il centrosinistra e le realtà civiche cercano una propria sintesi.
La vera notizia, allora, non è soltanto chi sarà il prossimo candidato sindaco. È capire quali coalizioni arriveranno realmente unite alle urne e soprattutto intorno a quale progetto per Ladispoli.
Perché, mentre la politica discute di appartenenze e nuovi equilibri, i cittadini aspettano ancora di conoscere programmi, priorità e soluzioni concrete per il futuro della città.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
