Pini di Roma nel mirino: SOS Roma chiede tutela urgente e denuncia potature, abbattimenti e mancata cura
Si è tenuto Domenica 4 ottobre, in Piazza Cavour a Roma, l’affollato incontro pubblico “Respiriamo Liberi”, promosso da SOS Roma.
Al centro del dibattito, l’allarme lanciato dalle associazioni sulla gestione del patrimonio arboreo capitolino e, in particolare, sul destino del pino domestico (Pinus pinea), simbolo indiscusso della Capitale e del Mediterraneo.
L’appello dell’associazione per una tutela speciale e urgente nasce proprio dalla consapevolezza che sia in atto una persecuzione con palese negligenza nei confronti della specie Pinus pinea.
A dare fuoco alle polveri è stato un titolo giornalistico definito “maldestro”: “Addio ai viali di soli pini”. L’articolo riportava le dichiarazioni dell’ecologo vegetale Carlo Blasi, autore del nuovo “Piano del Verde” per il Comune di Roma —
istituzione già fortemente criticata dai cittadini per una gestione definita fallimentare, che ha visto decine di migliaia di alberi abbattuti e sostituiti con alberelli abbandonati agli stenti, a fronte di molte promesse da parte del Sindaco ma nessuna garanzia di cura e conservazione per gli esemplari esistenti.
“Quasi ogni giorno la stampa vicina all’attuale giunta capitolina ci propina qualche “addio” ai grandi alberi di Roma , questo clima da funerale è subdolo“ ha dichiarato la presidente di CURAA Jacopa Stinchelli.

“Il Presidente del consiglio regionale del Lazio di Italia Nostra Carlo Boldrighini ci ha aiutato a decifrare meglio lle affermazioni del Prof. Blasi,
a suo avviso il consulente del Comune di Roma “non sembra chiedere l’abbattimento dei Pini ma solo la sostituzione graduale nei tempi naturali dei filari di Pini con filari alternati con lecci e ammette anche eccezioni per salvare il paesaggio”.
Una lettura che però non placa i militanti storici. In prima linea Francesca Marranghello, che ha contestato duramente l’impostazione: “I lecci per Blasi sarebbero specie ‘autoctone’, da prediligere ai pini?
Mi sembra un pretesto per discriminarli e per aggirare i vincoli ministeriali”. Sulla stessa linea lo storico dei giardini, il Prof. Bencivenni: “I pini sono naturalizzati su suolo italico da 3000 anni ormai, preoccupiamoci piuttosto di come le ditte e i Comuni stanno gestendo le centinaia di migliaia di nuovi impianti.
Le logiche degli appalti e della speculazione stanno seminando deserti di piante secche. È un disastro etico, oltre che ecologico ed economico”.

“Anche Boldrighini – riprende Stinchelli- ha evidenziato l’incongruenza di fondo, cito le sue parole : “Preoccuparsi di quali siano le specie più adatte per l’attecchimento o per i benefici ecosistemici sembra ozioso quando sono in atto massicci abbattimenti che comprometteranno quei benefici per decenni”
e l’associazione CURAA non può che raccogliere queste cruciali riflessioni, in occasione dell’anniversario di San Francesco per accendere una speranza sul verde storico della città e annunciare un’importante azione legale sul fronte della tutela.”
Stinchelli ha infatti reso noto che l’associazione ha già depositato e protocollato una diffida e un esposto formale nei confronti del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.
L’atto denuncia formalmente le potature distruttive e l’omissione e l’interruzione delle cure fitosanitarie ai pini di Roma ; azioni contrarie al Decreto Ministeriale.
A sostegno dell’aperta ostilità del Comune nei confronti dei pini di Roma Stinchelli ha citato come prova inconfutabile i documenti ottenuti tramite l’accesso agli atti effettuato dall’associazione per i pini di Via dei Fori Imperiali.
Le carte dimostrano ufficialmente come ben nove pini avessero superato le prove di trazione con giudizi buoni e ottimi, ma siano stati abbattuti lo stesso. “ Per noi è la prova lampante che i pini non vengono abbattuti per le loro reali condizioni fitostatiche, bensì per fare spazio ai cantieri, aggirando i vincoli paesaggistici “.

“Cantieri selvaggi e profitti privati minacciano gli alberi simbolo di Roma, si aggiungono ora anche le mistificazioni dell’ideologia green: è un attacco alla salute e al paesaggio”, ha affermato con forza Stinchelli.
“A Roma e in Italia occorre arrestare la cancellazione culturale botanica e paesaggistica, ne va dell’anima stessa di Roma. Dietro la rilettura ideologica del verde storico si può nascondere un business molto pericoloso”.
A confermare i timori dell’associazione è stata la giornalista Miriam Gualandi, autrice del documentario d’inchiesta “Il business invisibile”, incentrato sul destino della legna degli alberi urbani in Italia ai tempi del green deal:
“Nella mia inchiesta ho scoperto che il legno del pino domestico è il più apprezzato per la produzione del pellet, un mercato in preoccupante espansione a Roma, in particolare dopo la deliberazione capitolina che permette alle ditte di conferire a biomassa o trasformare il legno in risorsa privata”.
L’appello finale, condiviso da migliaia di romani che continuano a chiedere invano ascolto, rispetto e amore per tutti gli alberi, grandi e piccoli, è stato rilanciato dalle parole della scrittrice Sara Papa: “I pini sono beni culturali naturali, i custodi della nostra civiltà, ne stanno facendo carne di porco.
Occorre rafforzarne la tutela; i nostri politici sono forse sordi all’insegnamento di San Francesco?”.
Jacopa Stinchelli. TalkCity.it Redazione
