Mare Santa Marinella al castello
Le lastre dipinte tornano a raccontare la storia e l’arte degli Etruschi
Le lastre dipinte etrusche tornano nel loro territorio d’origine. Dal 12 settembre, il Castello di Santa Severa, a Santa Marinella, ospita la mostra “I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio”, un’esposizione che riunisce importanti reperti provenienti dall’antica Caere, l’odierna Cerveteri.
L’inaugurazione è in programma il 12 settembre alle 18 negli spazi della Manica Lunga-Antiquarium di Pyrgi. La mostra è promossa dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.
Al centro dell’esposizione ci sono le lastre dipinte provenienti da Cerveteri, recuperate negli ultimi anni nell’ambito di complesse indagini condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza.
Si tratta di uno dei recuperi di opere d’arte più significativi degli ultimi decenni, non soltanto per la quantità e la rarità dei reperti, ma anche per la complessità delle scene figurate e per la raffinatezza delle tecniche utilizzate.
I preziosi frammenti di terracotta restituiscono il mondo ideale dell’aristocrazia etrusca di Caere nel VI secolo a.C. e raccontano, attraverso immagini e decorazioni, una società caratterizzata da una vivace cultura artistica e da intensi rapporti con il mondo mediterraneo.

Al patrimonio recuperato si aggiunge un importante nucleo di reperti restituiti dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen. Un accordo di cooperazione culturale sottoscritto a Roma nel 2016 ha infatti consentito il rientro in Italia, tra gli altri reperti, di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane provenienti dalla Danimarca.
Il corpus riunito nella mostra è datato complessivamente tra il 530 e il 480 a.C., offrendo una preziosa testimonianza di una delle espressioni più originali della cultura figurativa etrusca.
L’uso delle lastre dipinte in terracotta, applicate alle pareti degli edifici e affiancate in fregi continui, ebbe particolare fortuna nell’antica Caere.
La loro diffusione è legata anche all’arrivo nelle città etrusche di artigiani provenienti dalla Grecia orientale, a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C.
Le lastre potevano comporre sistemi decorativi unitari, sviluppati lungo diverse superfici, oppure essere utilizzate come veri e propri quadri indipendenti, ciascuno caratterizzato da un proprio soggetto.

Il repertorio delle immagini è estremamente vario e comprende scene di carattere mitologico, coreutico-musicale, simposiaco, atletico-sportivo, militare e rituale.
Attraverso queste raffigurazioni emerge la ricchezza della pittura etrusca e il ruolo che essa aveva nei luoghi di rappresentanza delle élite. Le lastre dipinte non erano infatti semplici elementi decorativi, ma contribuivano a raccontare valori, miti, rituali e aspetti della vita sociale dell’aristocrazia di Caere.
La riunificazione dei reperti nel territorio d’origine assume quindi un particolare valore culturale e storico.
La mostra di Santa Severa consente di ricomporre, almeno in parte, un patrimonio che nel corso del tempo era stato disperso e di restituire al pubblico una testimonianza significativa della storia artistica dell’Etruria meridionale.
“I colori che ritornano” diventa così un’occasione per riscoprire, attraverso le lastre dipinte, la complessità e la vivacità della cultura etrusca e per conoscere più da vicino uno dei patrimoni archeologici più importanti legati all’antica Caere.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

Sono Ludovica Combina, ho 19 anni e studio lettere moderne mentre lavoro per poter prendere il tesserino da pubblicista.

