Mercato di Ladispoli, oltre 2mila firme contro il trasferimento da via Ancona

A Ladispoli il mercato torna al centro del dibattito politico e cittadino. L’amministrazione comunale punta a trasferire entro due anni lo storico mercato ortofrutticolo di via Ancona in via Sironi, di fronte agli uffici postali.
Una scelta che, però, continua a dividere la comunità e ha riacceso il confronto sul futuro del centro cittadino.
Il fronte contrario al trasferimento è guidato dall’associazione Ladispoli Sostenibile, che ha raccolto oltre duemila firme attraverso una petizione.
Per il referente Giuseppe Fiorini e per i cittadini che sostengono la protesta, mantenere il mercato nel cuore della città significa tutelare la vivibilità del centro e garantire un servizio facilmente accessibile anche alle persone più anziane.
Il nodo principale riguarda la distanza. Ladispoli ha un’area centrale caratterizzata da un’elevata densità abitativa e, secondo i promotori della petizione, lo spostamento del mercato costringerebbe molti residenti a percorrere oltre un chilometro per acquistare prodotti di prima necessità.
Una distanza considerata particolarmente problematica per gli anziani che vivono nelle palazzine del centro. Per il fronte del “No”, il mercato non è soltanto un luogo dove fare la spesa, ma anche un presidio sociale e un punto di incontro quotidiano.

La posizione dell’associazione è netta: «Il mercato dal centro non si tocca». La paura è che l’operazione possa impoverire progressivamente il tessuto urbano del centro, trasformando uno spazio vissuto quotidianamente in un’area destinata soprattutto alla sosta delle automobili.
L’amministrazione comunale difende invece il progetto e guarda alla nuova sede di via Sironi come a un intervento di modernizzazione del servizio.
La struttura prevista dovrebbe essere dotata di coperture, servizi igienici e spazi specifici per le operazioni di carico e scarico delle merci.
La realizzazione sarebbe interamente a carico di una società privata, in cambio di concessioni sulla cubatura edilizia.
Un modello che consentirebbe al Comune di realizzare il nuovo mercato senza sostenere direttamente l’intero costo dell’intervento.
Il trasferimento era già stato al centro dello scontro politico nei mesi scorsi.

Il gruppo consiliare Ladispoli Attiva aveva presentato dieci osservazioni tecniche per provare a fermare l’operazione, ma gli uffici comunali le avevano respinte.
Dietro la scelta di spostare il mercato c’è anche una delle questioni più sentite a Ladispoli: la carenza di parcheggi.
La liberazione dell’area di via Ancona permetterebbe infatti di realizzare circa 100 posti auto a raso.
Un intervento che, nella strategia dell’amministrazione, servirebbe anche a compensare i parcheggi eliminati per la realizzazione della pista ciclopedonale lungo via Venezia, via Rapallo e via Odescalchi.
Il progetto si inserisce inoltre in un piano più ampio per la mobilità cittadina, che comprende anche il futuro parcheggio multipiano di vicolo Pienza, destinato a sostenere la domanda legata alla stazione ferroviaria, utilizzata quotidianamente da migliaia di pendolari.
Se tra gli operatori del mercato le perplessità iniziali sembrano essersi in parte attenuate, tra i residenti del centro continua a prevalere la contrarietà.

Il timore è che la ricerca di maggiore ordine, efficienza logistica e disponibilità di parcheggi finisca per penalizzare la funzione sociale del mercato.
Per chi si oppone al trasferimento, infatti, la questione non riguarda soltanto la posizione dei banchi, ma il modello di città che Ladispoli vuole costruire.
Da una parte c’è un mercato più moderno, organizzato e facilmente gestibile dal punto di vista logistico; dall’altra c’è la richiesta di mantenere il mercato nel centro, dove rappresenta da anni un punto di riferimento per la vita quotidiana dei residenti.
Il confronto, dunque, è tutt’altro che chiuso.
E mentre il Comune guarda a via Sironi, le oltre duemila firme raccolte dalla petizione dimostrano che per una parte consistente della città il mercato di via Ancona resta un pezzo importante dell’identità di Ladispoli.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

