Alberi tagliati a Roma
Alberi e forestazione urbana: CURAA contesta i numeri e chiede dati su sopravvivenza, sostituzioni e costi

Abbattimenti, nuove piante e grandi numeri: per CURAA il bilancio arboreo non può ridursi a una presunta conta degli alberi, un giovane impianto non equivale a un grande albero.
Roma Metropolitana strombazza grandi numeri, sarebbero 800 mila i nuovi impianti, ma per l’associazione CURAA (Cittadini Uniti per i suoi Alberi e i suoi Abitanti) si tratta dell’ennesimo annuncio che rischia di alimentare i soliti equivoci “numerologici”.
«Sparare grandi numeri non fa crescere gli alberi e gli 800 mila indicati non sono nemmeno “alberi” nel senso comunemente inteso:
si tratta in larga parte di piantine che non possono contrastare il calore e migliorare realmente la qualità ambientale delle nostre città», dichiara Jacopa Stinchelli, Presidente di CURAA, all’indomani del comunicato diffuso da Roma Metropolitana.
Il programma nazionale di forestazione urbana ed extraurbana è stato avviato nel 2022 nell’ambito della componente 3.1 del PNRR, dedicata alla “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”.
Gli 800 mila esemplari annunciati da Roma Metropolitana rappresenterebbero circa un quarto dell’obiettivo complessivo richiamato dal programma.

Ma la domanda, secondo CURAA, è quanti alberi siano stati realmente censiti e quanti siano sopravvissuti e dove.
I volontari dell’associazione monitorano da anni questi interventi di forestazione a Roma, Ostia, Fiumicino e Fregene,
documentando attraverso video e sopralluoghi numerosi casi di mancato attecchimento: intere distese di piantine secche, deperite o completamente scomparse dopo le segnalazioni, e mai rimpiazzate.
«Sono trascorsi ormai quasi cinque anni dall’avvio del programma e noi, insieme a decine di cittadini, abbiamo documentato una realtà molto diversa da quella raccontata dai comunicati ufficiali», prosegue Stinchelli.
«Sono progetti delicati e costosi, ma spesso li vediamo affidati a vivai nati soltanto di recente, a ditte già impegnate in altri appalti nel Comune di Roma o che si occuppano di altro , non soltanto della gestione ordinaria del verde.
Affidare la sopravvivenza di giovani alberi a chi lavora anche con le motoseghe ci sembra una contraddizione enorme: è come affidare un asilo nido a dei boia.»
Secondo Roma Metropolitana le ditte incaricate sarebbero obbligate a seguire le piantine per cinque anni e a sostituire quelle che non attecchiscono.

«Per noi questo non può diventare un alibi né un paravento», attacca Stinchelli. «Chi controlla davvero gli 800 mila esemplari? Chi li recensisce? Quanti sono stati sostituiti?
E quanto è costato tutto questo ai cittadini? Cinque anni possono essere un periodo ragionevole per la manutenzione, ma non per nascondere dietro una promessa futura un bilancio che dovrebbe essere verificabile oggi».
CURAA non trova ci sia trasparenza sui dati e sui costi, sugli elenchi degli interventi.
«Non ci interessano gli alberi contati nei comunicati stampa ufficiali. Vogliamo poter verificare se sono davvero 800 mila chi li ha piantati e quanto è stato pagato, con i soldi dei cittadini non si possono fare “esperimenti botanici” a tempo determinato, conclude Jacopa Stinchelli.
Comunicato stampa Associazione CURAA (Cittadini Uniti per i suoi Alberi e i suoi Abitanti)
Riceviamo e pubblichiamo.

