800 mila alberi, ma quanti sono davvero? Il progetto di forestazione PNRR solleva dubbi dopo i numerosi fallimenti delle piantumazioni nell’area metropolitana di Roma

800 mila alberi un numero imponente , il comunicato diffuso da Roma Metropolitana gioca sull’equivoco nel titolo, il lettore infatti potrebbe interpretare l’annuncio del progetto ambizioso come un fatto compiuto.
A ben leggere si tratta di un programma nazionale che coinvolge 14 città , di cui gli 800 mila rappresenterebbero un quarto degli “ alberi” da mettere a dimora secondo il punto 3.1 del PNRR rivolto alla “ tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”.
L’area metropolitana di Roma include 19 Comuni tra cui la Capitale. A questo punto il comunicato diffuso desta sospetto e perplessità.
Il programma è stato avviato nel 2022 , e “La Voce degli Alberi” ha monitorato l’andamento dei vari progetti di forestazione nell’ area metropolitana constatando in decine e decine di casi il fallimento di questi progetti spesso affidati a vivai improvvisati , a ditte già vincitrici di altri appalti ( al ribasso) e lotti municipali del verde.
Per lavori così impegnativi chi maneggia motoseghe perché si occupa anche delle fragili piantine bisognose di cure?
A Villa Ada Savoia , per esempio, questi progetti di migliaia di piante e piantine sono tutti falliti , la domanda è la ditta responsabile ha ricevuto pagamenti per questi fallimenti?
Si può fare la stessa domanda per Ostia , Fiumicino , Fregene per citare il litorale.

Sono decine e decine di casi dove queste piante e piantine , quindi non “alberi”, spesso solo arbusti ,piantine forestali e persino solamente semi (!), sono stati trovati morti e secchi , in campi desolati , abbandonati senza acqua e senza cure adeguate. Molti definiscono questi alberelli “ usa e getta” una truffa.
Inutile mettere una toppa peggiore del buco dicendo che nei primi 5 anni le ditte esecutrici sono tenute a sostituirli senza costi aggiuntivi. Sembra più un escamotage per guadagnare altro tempo e seminare altro caos.
Chi censisce infatti queste “nature morte “? Quale solerte impiegato riempirà i moduli per costringere le ditte al rimpiazzo ? E infine la solita domanda, questo dannoso trambusto , questi esperimenti botanici quanto costano ai cittadini ? Il 2027 si avvicina e la scadenza dei 5 anni anche.
A questo punto qual è il saputello , profeta dell’ agronomia progressista, che avrà ancora il coraggio di parlare di “albero giusto al posto giusto“? Da quando il pollice nero del Sindaco Gualtieri e della fida Sabrina Alfonsi è finito sulla CNN anche i cittadini più distratti sanno che a Roma l’unico albero “giusto” è quello morto.
Jacopa Stinchelli. TalkCity.it Redazione

