DEPOSITI RADIOATTIVI
Montalto di Castro capofila di una serie di Comuni che chiedono partecipazione e tutela del territorio

I sindaci di Montalto, Canino, Arlena di Castro, Tessennano, Cellere, Piansano e Tuscania intervengono dopo la decisione del TAR sul ricorso presentato contro il percorso di individuazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi.
Gli amministratori locali prendono atto della sentenza che ha dichiarato inammissibile il ricorso senza entrare nel merito delle questioni sollevate, ma esprimono forte preoccupazione per le conseguenze sul ruolo dei Comuni e sulla possibilità degli enti locali di incidere nelle scelte che riguardano il proprio territorio.
Secondo i sindaci, la pronuncia stabilisce che eventuali contestazioni potranno essere presentate soltanto dopo l’adozione dell’atto definitivo di localizzazione del Deposito Nazionale, quando il procedimento sarà ormai arrivato a una fase avanzata.
Gli amministratori della Tuscia evidenziano il rischio che la partecipazione degli enti locali venga ridotta a un passaggio successivo alle decisioni principali.
“Le comunità locali non possono essere semplici spettatrici di un procedimento che riguarda direttamente il loro territorio, il loro futuro e la loro identità”, sottolineano i sindaci, ribadendo la necessità di un confronto concreto e tempestivo.
Per i rappresentanti dei Comuni coinvolti, il diritto alla partecipazione deve essere garantito nella fase in cui le scelte vengono costruite e non soltanto quando il percorso potrebbe essere già definito.

Al centro della posizione dei sindaci c’è anche il valore ambientale, agricolo, paesaggistico e culturale della Tuscia.
Gli amministratori ricordano che ogni decisione legata al possibile insediamento del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi avrebbe un impatto significativo sull’identità del territorio e sulle comunità che lo abitano.
Per questo motivo annunciano che continueranno a utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e giuridici disponibili per tutelare cittadini e territori nel caso in cui una delle aree della Tuscia dovesse essere individuata come sede del deposito.
I sindaci ribadiscono che la loro battaglia non riguarda la richiesta di un trattamento privilegiato, ma la difesa di un principio democratico: il coinvolgimento delle comunità nelle decisioni che possono modificarne profondamente il futuro.
“Non vogliamo decisioni calate dall’alto – affermano – ma un percorso nel quale la Tuscia possa essere protagonista delle scelte che la riguardano”.
La questione del Deposito Nazionale resta quindi al centro del confronto tra istituzioni locali e autorità competenti, con i Comuni pronti a proseguire la propria azione a tutela del territorio.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

Sono Ludovica Combina, ho 19 anni e studio lettere moderne mentre lavoro per poter prendere il tesserino da pubblicista.

