Pubblico Teatro traiano Civitavecchia
Dopo le polemiche sulla programmazione, ora nel mirino finiscono gli orari degli spettacoli. E il Comune rischia di allontanare proprio il suo pubblico più fedele

A Civitavecchia il Teatro Traiano torna al centro delle polemiche. Stavolta a far discutere non è il cartellone, ma la scelta degli orari della prossima stagione teatrale, che sta facendo infuriare molti abbonati storici.
Scorrendo il programma emerge infatti una particolarità che non è passata inosservata: fatta eccezione per i due spettacoli di ottobre e per quelli fuori abbonamento, tutti gli appuntamenti del sabato sono stati anticipati alle 18.30, mentre quelli della domenica restano fissati alle 17.00.
Una decisione che secondo il Comune, in accordo con ATCL, la società romana che cura la programmazione del Traiano, sarebbe stata presa proprio su richiesta degli abbonati storici.

Una versione che però si scontra con quanto raccolto dalla nostra redazione, dove in queste ore stanno arrivando numerose segnalazioni di spettatori che sostengono esattamente il contrario.
Le lamentele non nascono oggi.
Già nello scorso mese di maggio gli abbonati avevano espresso forti perplessità sulla qualità della stagione, chiedendo addirittura un incontro con il sindaco Marco Piendibene e con l’assessora alla Cultura Tinti per aprire un confronto sul futuro del teatro e sulla programmazione culturale cittadina.


Non sappiamo poi se quel confronto ci sia stato e, comunque, almeno agli occhi di molti spettatori, non sembra aver prodotto i risultati sperati.
Anzi, oggi il malcontento si riaccende con una scelta che rischia di penalizzare una parte importante del pubblico.
È evidente che esistono spettatori che preferiscono assistere agli spettacoli nel tardo pomeriggio. Ed è proprio per questo che da sempre esiste l’abbonamento della domenica alle 17.00.

Ma è altrettanto vero che molti altri hanno sempre scelto il turno del sabato proprio perché consentiva di vivere il teatro nel suo orario più tradizionale, quello delle 21.00. Per loro, improvvisamente, quell’opportunità scompare.
La domanda è semplice: se davvero questa modifica nasce da una richiesta degli abbonati, perché non coinvolgere preventivamente tutti gli interessati con una consultazione?
Sarebbe bastato un questionario o un confronto pubblico per capire quale fosse realmente l’orientamento del pubblico prima di rivoluzionare una consuetudine consolidata.

Già a febbraio l’associazione Spaioliberoblog aveva proposto un vero e proprio piano per il rilancio della cultura cittadina, chiedendo una strategia condivisa con i cittadini e con gli operatori del settore.
Tra i punti principali figurava proprio il rilancio del Teatro Traiano, che dopo gli anni di maggiore prestigio successivi alla ristrutturazione progettata durante l’amministrazione guidata dall’allora Sindaco Barbaranelli, sembra oggi aver perso centralità.
La sensazione è che, invece di ricostruire il rapporto con il proprio pubblico, si continui a prendere decisioni senza un reale coinvolgimento degli spettatori.
E quando a sentirsi ignorati sono proprio gli abbonati storici, quelli che da anni sostengono il teatro acquistando gli abbonamenti, il rischio è quello di assistere a un lento ma costante svuotamento della sala.
Perché un teatro vive grazie agli spettacoli, ma soprattutto grazie al suo pubblico. E quando quel pubblico inizia a sentirsi poco ascoltato, il campanello d’allarme dovrebbe suonare forte anche a Palazzo del Pincio.
TalkCity.it Civitavecchia

