LOCANDINA FESTIVAL DELA NATURA
Tarquinia celebra le tombe etrusche con restauri, reperti unici e un viaggio nella pittura funeraria

Dal 10 luglio al 15 novembre il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia ospita la mostra “In viaggio nel Regno delle Ombre.
La grande pittura funeraria fra Tarquinia e Orvieto”, un’esposizione che riunisce per la prima volta sette straordinarie tombe etrusche in un percorso dedicato alla pittura funeraria, ai restauri e ai rapporti tra due delle più importanti città dell’Etruria antica.
L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio archeologico di Tarquinia e Orvieto e rendere accessibili al pubblico le celebri tombe Golini I e II durante il riallestimento del Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.
Curata da Vincenzo Bellelli, direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, e da Maria Cristina Tomasetti, restauratrice e conservatrice del PACT, la mostra rappresenta un importante esempio di collaborazione tra istituzioni culturali.
Tra le principali novità spicca il riallestimento della Tomba Bruschi, ricomposta per la prima volta all’interno del museo di Tarquinia. Un recupero che consente di approfondire i legami culturali e artistici tra Tarquinia e Orvieto, offrendo al pubblico una lettura più ampia della civiltà etrusca.
Il percorso espositivo è arricchito da reperti di eccezionale valore, tra cui un’intera armatura rinvenuta nei pressi delle tombe Golini, la celebre Anfora dei Centauri, proveniente dalla Golini I, e una raffinata testina in bronzo attribuita probabilmente alla Tomba Bruschi.

Particolarmente suggestiva è la raffigurazione di una giovane donna che osserva il proprio volto riflesso in uno specchio sorretto da un’ancella, un’immagine considerata unica nel panorama della pittura funeraria etrusca.
La mostra rappresenta anche un’importante occasione di ricerca scientifica. L’esposizione prosegue infatti gli studi sulla pittura funeraria del IV secolo a.C., approfondendo l’evoluzione dell’arte parietale etrusca tra età tardo-classica ed ellenistica.
Un periodo caratterizzato dall’influenza sempre più marcata della cultura mediterranea, che introdusse nuovi miti, modelli iconografici e tecniche artistiche destinati a trasformare profondamente il volto dell’Etruria.
Oltre al valore storico e artistico, la rassegna offre ai visitatori una chiave di lettura inedita sul significato delle decorazioni funerarie, sulla distribuzione delle immagini negli ambienti ipogei e sul complesso universo simbolico che accompagnava il viaggio nell’aldilà secondo la cultura etrusca.
Con questa esposizione, Tarquinia si conferma uno dei principali punti di riferimento per la valorizzazione del patrimonio etrusco, proponendo un viaggio tra arte, archeologia e restauri che restituisce nuova luce a uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’Italia antica.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione


