Carlo Petersoli (BUD SPENCER) e Giuseppe Petersoli
Ci sono uomini che attraversano il proprio tempo. Altri riescono a superarlo. Carlo Pedersoli, che il mondo ha imparato ad amare con il nome di Bud Spencer, appartiene a questa seconda categoria
A dieci anni dalla sua scomparsa il suo ricordo non si è affievolito. Al contrario, continua a vivere nell’affetto di milioni di persone che, ancora oggi, riguardano i suoi film, ne citano le battute e soprattutto riconoscono in lui un modo di essere fatto di correttezza, forza, ironia e umanità.
Nella nuova puntata di Attualitalk, Giuseppe Pedersoli accompagna gli ascoltatori in un viaggio che va oltre il cinema e oltre il personaggio.
Ne emerge il ritratto di un uomo che fu prima campione di nuoto, poi olimpionico, imprenditore, attore, marito e padre, senza mai smarrire quella coerenza che rappresentò il tratto distintivo della sua esistenza.
Un racconto intimo che restituisce il volto più autentico di Carlo Pedersoli, lontano dai riflettori e vicino ai valori che hanno guidato ogni scelta della sua vita.
Proprio per custodire e trasmettere questa eredità è nato, nel decennale della sua scomparsa, il Premio Carlo Pedersoli, promosso dalla famiglia Pedersoli e da Bud Power, con il supporto del Corriere dello Sport, alla presenza di OPES e del Comitato Nazionale Italiano per il Fair Play.
Non un semplice riconoscimento sportivo, ma un premio destinato a giovani atleti che sappiano incarnare gli stessi principi che hanno accompagnato Carlo Pedersoli dentro e fuori dalle competizioni: lealtà, rispetto, coraggio, spirito di sacrificio, correttezza e fair play.

La prima edizione è stata assegnata a Manuel Bortuzzo, esempio di straordinaria forza morale e determinazione.
Dopo il tragico evento che ha cambiato la sua vita, il campione paralimpico ha saputo trasformare il dolore in una nuova sfida, diventando un simbolo di speranza per migliaia di giovani.
A rendere ancora più significativo questo riconoscimento è il legame che unisce Bortuzzo e Carlo Pedersoli: entrambi hanno fatto parte delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, una scuola di sport e di vita che ha formato generazioni di atleti nel segno della disciplina, del servizio e dell’appartenenza.
Prima di diventare una leggenda del cinema internazionale, infatti, Carlo Pedersoli era stato uno dei più grandi nuotatori italiani della sua epoca, primatista e olimpionico, dimostrando come il successo non sia mai frutto del caso ma della dedizione quotidiana.
Nel corso dell’intervista Giuseppe Pedersoli ripercorre ricordi familiari, episodi poco conosciuti e riflessioni profonde sul significato dell’eredità lasciata dal padre.
Un’eredità che non appartiene soltanto alla storia del cinema, ma soprattutto alla cultura civile del nostro Paese.

Tra i passaggi più significativi emerge una riflessione destinata a far pensare: i film di Bud Spencer riuscivano a divertire senza umiliare nessuno. In un tempo nel quale spesso la comicità cerca l’offesa, Carlo Pedersoli aveva scelto un’altra strada: quella del sorriso, della simpatia e del rispetto.
Forse è proprio questo il segreto della sua straordinaria popolarità. Bambini, giovani e adulti continuano a riconoscersi in un uomo che non ha mai avuto bisogno di apparire diverso da ciò che era.
La forza, nei suoi film come nella sua vita, non diventava mai prepotenza; il successo non si trasformava mai in vanità; la notorietà non cancellava la semplicità.
Dieci anni dopo, Bud Spencer continua a essere un’icona del cinema. Ma Carlo Pedersoli continua soprattutto a essere un esempio.
Perché ci sono artisti che lasciano opere immortali. E poi ci sono uomini che lasciano qualcosa di ancora più prezioso: un modo di guardare gli altri, di affrontare la vita e di abitare il mondo.
Un’eredità che non si misura con gli incassi, con i premi o con la fama, ma con il numero di cuori che continua a raggiungere. E il cuore, quando è autentico, non conosce il passare del tempo.
Maria Laura Platania. TalkCity.it Redazione







