Centrale al centro dello scontro con Enel: tavolo istituzionale, controlli ambientali e futuro del comprensorio

I sindaci del comprensorio di Civitavecchia alzano il livello dello scontro con Enel sulla dismissione della Centrale di Torrevaldaliga Nord.
Con una lettera indirizzata all’amministratore delegato dell’azienda, gli amministratori locali contestano quello che definiscono un “disimpegno” gestito come una semplice pratica amministrativa, chiedendo invece un confronto istituzionale immediato e precise garanzie sul futuro del territorio.
Nel documento, sottoscritto dal sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene insieme ai primi cittadini di Santa Marinella, Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Monte Romano,
viene ribadito che la Centrale ha rappresentato per decenni un elemento dominante del territorio, con conseguenze sull’ambiente, sulla salute e sulle possibilità di sviluppo economico dell’intero comprensorio.
Secondo i sindaci, la conclusione dell’attività produttiva non può tradursi in un semplice abbandono delle responsabilità da parte di Enel.
“Chi ha occupato e segnato un territorio per così tanto tempo non può ritenersi libero di andarsene lasciando ad altri ciò che resta”, si legge nella lettera.

Gli amministratori esprimono inoltre forte preoccupazione per le ricadute economiche che il disimpegno dell’azienda avrà sui Comuni,
evidenziando il venir meno di risorse fondamentali anche per il funzionamento dell’Osservatorio Ambientale, considerato negli anni uno strumento di controllo e tutela del territorio e della salute pubblica.
Tre le richieste ritenute “inderogabili” avanzate dai sindaci.
La prima riguarda un’ispezione tecnica della Centrale affidata a professionisti di fiducia delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di verificare lo stato dell’impianto e le condizioni di sicurezza prima di qualsiasi ulteriore decisione sulla dismissione.
La seconda richiesta punta invece a un controllo approfondito delle aree circostanti, per accertare eventuali danni ambientali prodotti in decenni di attività, con particolare attenzione alle acque di falda, ai terreni e all’intero ecosistema che circonda la Centrale.
Infine, i sindaci chiedono che le aree oggi occupate dall’impianto tornino rapidamente nella disponibilità del comprensorio.

L’obiettivo è consentire la pianificazione di un nuovo futuro industriale e produttivo per il territorio, evitando che gli spazi vengano mantenuti da Enel come semplice “riserva fredda”, ipotesi definita dagli amministratori “devastante” per le prospettive di rilancio.
La richiesta conclusiva è l’apertura immediata di un tavolo istituzionale con Enel per definire tempi e modalità delle verifiche e della restituzione delle aree.
I sindaci ribadiscono di voler difendere gli interessi delle rispettive comunità e chiedono che la dismissione della Centrale avvenga nel rispetto della sicurezza, dell’ambiente e delle esigenze di sviluppo del comprensorio.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

