
La Segretaria del circolo cittadino di Sinistra Italiana: “La risposta non è il securitarismo, ma la solidarietà di una comunità che riprende i propri spazi”

Abbiamo appreso con profonda indignazione e preoccupazione la notizia della grave aggressione perpetrata da una “baby gang” ai danni di una donna nella bellissima e rinomata zona “Caccia e Riserva” di Santa Marinella.
Si tratta di un episodio drammatico che, purtroppo, non rappresenta un caso isolato o privato: nello stesso momento eventi analoghi si registravano al Pigneto, a Roma, e in troppe altre piazze del nostro Paese.
Il fatto che a compiere questa aggressione sia stata una baby gang impone anche una riflessione più ampia. Se i protagonisti della violenza sono adolescenti o giovanissimi, non possiamo limitarci a intervenire quando il reato è già stato commesso.
Serve un investimento serio nella prevenzione, a partire dalle scuole, attraverso percorsi di educazione al rispetto, all’affettività e alla gestione dei conflitti.

Occorre rafforzare i servizi educativi, il sostegno psicologico e gli spazi di aggregazione, offrendo ai ragazzi strumenti, ascolto e opportunità.
Contrastare la violenza significa anche impedire che atteggiamenti di sopraffazione e odio trovino terreno fertile nelle nuove generazioni.
Come Sinistra Italiana Santa Marinella, ribadiamo che queste violenze si inseriscono in un preciso clima politico e mediatico, nazionale e globale.
Siamo di fronte a una narrazione istituzionale che nega la violenza di genere, maschilista, patriarcale e razzista, alimentando parallelamente la cultura dello stupro e sdoganando comportamenti aggressivi e predatori.

Una spirale di odio e risentimento che viaggia velocemente, amplificata e legittimata anche sui canali social.
Apprezziamo la richiesta di un tavolo della nuova amministrazione con le forze dell’ordine ma allo stesso tempo bisogna anche riconoscere che la nostra città non ha presidi permanenti oltre le 20 e che la retorica dei meri approcci securitari non fa altro che alimentare paura e odio.
L’eventuale aumento dei presidi di polizia, così come l’istituzione di nuovi reati, non sono la soluzione e non rendono sicuro un quartiere.
Al contrario, una meravigliosa piazza sul mare circondata di ville meravigliose che si svuota per paura non diventa più sicura; diventa sicura quando torna a essere vissuta, attraversata e presidiata attivamente da chi la abita ogni giorno.
L’unica vera risposta alla violenza è riappropriarsi degli spazi pubblici e viverli insieme, come comunità.

È necessario ricostruire le trame sociali, la solidarietà e la cooperazione nei quartieri che frequentiamo: ascoltarci, riconoscerci, fermarci senza mai girarci dall’altra parte.
Andiamo incontro alla stagione estiva che vedrà organizzare eventi culturali, chiediamo alla nuova assessora Napolitano, che detiene la delega al turismo, di considerare la bellissima area di Largo Innocenzo, chiamata “caccia e riserva”, o Ob” come la definiscono i giovani, come fulcro delle manifestazioni cittadine.
Inoltre, annunciamo l’intenzione di promuovere e organizzare una “passeggiata rumorosa” a Santa Marinella, sul modello di quanto già avviato al Pigneto. Torniamo in strada per portare la nostra rabbia, per non restare in silenzio e per gridare con forza che non faremo finta di niente.
Alla cittadina colpita va tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno più totale. Sorella, non sei solə. Per questo torniamo nelle strade.
Maura Chegia. Segretaria di “Estella” – Circolo di Sinistra Italiana Santa Marinella
Riceviamo e pubblichiamo






