
Lorenzo Leoncini: “Manuelli raddoppia i consensi al ballottaggio e conquista il sostegno trasversale dei cittadini”

Santa Marinella ha scelto il cambiamento affidandosi a un volto giovane e familiare: quello di Alessio Manuelli, 29 anni, capace di raddoppiare i consensi tra primo e secondo turno.
Il risultato del ballottaggio è netto: lo sfidante Damiano Gasparri si ferma confermando i circa 3.000 voti del primo turno, senza riuscire ad attrarre ulteriori flussi di elettori.
Al contrario, i dati indicano che l’elettorato di Forza Italia e Noi Moderati ha convogliato il proprio sostegno su Manuelli.
I numeri del primo turno vedevano Manuelli (2.565 voti) superare di misura Minghella (2.357), mentre la coalizione di centrodestra guidata da Gasparri era in testa con 3.009 preferenze.
Al ballottaggio, però, Manuelli ha fatto il pieno dei voti delle liste che appoggiavano Minghella e di altre forze politiche, ottenendo 4.944 voti finali contro i 3.077 di Gasparri.
Una convergenza compatta che richiama l’auspicio espresso mesi prima da Pietro Tidei per una coalizione ampia in grado di sbarrare la strada alla destra.

Sebbene i coordinamenti locali non fossero riusciti a trovare un accordo preventivo per via di sintonie mancate tra i candidati, ci hanno pensato gli elettori, determinati a voltare pagina e a evitare una gestione amministrativa che ricordasse le passate difficoltà finanziarie del comune.
Ne risulta penalizzato Emanuele Minghella, favorito della vigilia ma escluso dal ballottaggio.
Una parte del suo potenziale elettorato ha preferito Manuelli fin dal principio; una coalizione iniziale tra i due, dati alla mano, avrebbe potuto chiudere la partita già al primo turno.
Esce sconfitto anche Damiano Gasparri, medico in pensione chiamato alla guida di una coalizione che è apparsa frammentata e legata a figure del passato, non a caso non sostenuta da Forza Italia, Noi Moderati e da una parte di Fratelli d’Italia.
Il risultato delinea una crisi più ampia per la destra a livello territoriale, che sembra replicare le dinamiche del 2024 a Civitavecchia, quando la mancanza di unità e il mancato apparentamento al ballottaggio furono determinanti per la sconfitta di Massimiliano Grasso.
Oggi le difficoltà colpiscono da vicino Fratelli d’Italia, mentre la Lega vive una fase di progressivo esaurimento, con molti dirigenti e militanti di Civitavecchia e Santa Marinella pronti al passaggio verso il movimento di Vannacci.

In questo scenario, Forza Italia ha scelto di smarcarsi, preferendo sostenere Maria Rosaria Rossi di Noi Moderati, che inizialmente — dopo la caduta dell’amministrazione Tidei — era indicata come la favorita per guidare l’intera coalizione di centrodestra.
Fratelli d’Italia si è invece fermata a un modesto 9%, pagando il prezzo di una lista locale debole e formata per lo più da candidati estranei alla storia e all’identità del partito.
A questo si aggiunge la fallimentare gestione dell’ex coordinamento cittadino, che ha scelto di abbandonare il tavolo per sostenere un candidato avversario ottenendo, alla prova delle urne, risultati numericamente irrilevanti.
Le liti e le lotte di potere tra fazioni stanno frammentando il principale partito italiano sul territorio, ponendo alla dirigenza meloniana la necessità di un chiarimento netto che coinvolga la base, superando un modello verticistico che non sembra dare i risultati sperati.
Nonostante queste tensioni, Manuelli ha saputo intercettare un consenso trasversale, raccogliendo la fiducia sia dei giovani sia delle generazioni più adulte, che vedono in lui una promessa di rinnovamento.
Dietro questa immagine si è mossa una strategia efficace: prima si è presentato come alternativa pur avendo fatto parte della precedente amministrazione, poi ha catalizzato l’intero voto d’opinione nel secondo turno.

Più che a regie nascoste, il risultato sembra dovuto alla capacità di intercettare il sentimento comune della città.
Santa Marinella si ritrova così con un sindaco giovane e politicamente forte.
Oltre alla sua maggioranza, Manuelli potrebbe trovare convergenze con parte dell’opposizione che lo ha sostenuto al ballottaggio.
Non si tratta solo di una vittoria elettorale, ma di un significativo cambio di clima politico e generazionale.
Lorenzo Leoncini. TalkCity.it Redazione






