
Nuovi progetti, eventi internazionali e un golf più moderno e accessibile sulla via del Mare
Nuova energia, nuovi progetti e una visione moderna del golf accessibile a tutti.
È questo il percorso intrapreso dal Tiber Golf Club, storico pitch & putt situato sulla via del Mare, tra l’Eur e Ostia, protagonista di una lunga intervista radiofonica dedicata alla rinascita del club romano attraverso una nuova gestione e una rinnovata proposta sportiva e sociale.
Ospiti della trasmissione sono stati Luca Del Balzo, nuovo gestore del circolo, e il maestro professionista Federico Sacchetti, figura tecnica di riferimento del club.

Nel corso dell’incontro è emersa chiaramente la volontà di trasformare il Tiber in un luogo non solo dedicato al golf, ma anche all’accoglienza, alla socialità e al benessere.
Del Balzo ha raccontato come il suo avvicinamento recente al golf sia nato proprio al Tiber, dove ha iniziato a prendere lezioni e dove ha trovato un ambiente capace di trasmettere passione e inclusione.
Da qui la decisione di rilevare la gestione del club e avviare un importante percorso di rinnovamento.

Il Tiber, aperto dal 2009, è uno dei pochi campi pitch & putt a 18 buche omologati in Italia e rappresenta una formula di golf più accessibile rispetto ai tradizionali campi lunghi.
La nuova gestione, operativa dal primo marzo, ha concentrato i primi interventi sul miglioramento della qualità del campo, grazie anche alla collaborazione del dottor Modestini per la cura del manto erboso e delle aree di gioco.
Parallelamente è stata completamente rinnovata la clubhouse, con la ristrutturazione del ristorante e delle aree esterne dedicate ai soci.

Tra i progetti futuri figurano una piscina, un’area relax e nuovi spazi sportivi, con l’obiettivo di rendere il circolo un luogo moderno e accogliente anche per chi non pratica golf.
Del Balzo ha sottolineato come il pitch & putt rappresenti una formula ideale per avvicinare nuovi giocatori, bambini e persone adulte a uno sport spesso percepito come elitario.
Pur mantenendo l’identità storica del club e il forte legame con i circa 250 soci, la nuova direzione punta, infatti, a un golf meno rigido, più dinamico e compatibile con i ritmi moderni.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla scuola golf guidata da Federico Sacchetti, tornato al Tiber dopo esserne stato il primo maestro all’inaugurazione del circolo.
Sacchetti ha evidenziato come la struttura rappresenti un modello ideale per sviluppare il golf all’interno della città, grazie a un approccio immediato e coinvolgente che permette agli allievi di entrare in campo già dopo poche lezioni.
Proprio la formula pitch & putt, con buche più corte e accessibili, consente infatti ai principianti di vivere fin da subito le reali sensazioni del gioco, provando approcci, colpi verso la bandiera e situazioni concrete che spesso fanno nascere rapidamente la passione per questo sport.

Il maestro ha spiegato che il Tiber punta molto sulla crescita tecnica dei giocatori attraverso un metodo moderno, semplice e intuitivo.
Pur avendo una formazione fortemente legata alla biomeccanica e allo studio del movimento corporeo, Sacchetti ha sottolineato come il vero obiettivo dell’insegnamento sia rendere comprensibili anche i concetti più complessi.
Secondo la sua filosofia, il compito del maestro non è riempire l’allievo di numeri e tecnicismi, ma trasformare le informazioni provenienti da tecnologia, radar e analisi biomeccaniche in sensazioni pratiche facilmente applicabili sul campo.

Nel corso dell’intervista il professionista ha spiegato come l’evoluzione tecnologica abbia rivoluzionato l’insegnamento del golf, consentendo di comprendere meglio il corpo umano e la dinamica dello swing.
La vera sfida, però, resta trasformare queste conoscenze in immagini semplici e intuitive, accessibili a tutti, dai bambini agli adulti.
Da oltre sei anni Sacchetti porta inoltre il golf anche all’interno dell’Università di Cassino, dove tiene il primo insegnamento universitario dedicato a questa disciplina in Italia presso il corso di Scienze Motorie.

Un’esperienza che considera fondamentale non solo per formare futuri professionisti, ma soprattutto per abbattere i pregiudizi che ancora circondano questo sport.
Proprio confrontandosi con gli studenti universitari, il maestro ha raccontato di aver visto cambiare completamente la percezione del golf, spesso immaginato inizialmente come uno sport statico o riservato a poche persone.
Attraverso lezioni teoriche, studio del movimento e attività pratica, gli studenti scoprono invece uno sport dinamico, tecnico e profondamente formativo.

Da questa esperienza è nato anche il libro Manuale Pratico per iniziare a giocare a golf (Italian Edition), dedicato allo swing e alla biomeccanica del gesto golfistico, pensato per aiutare studenti e principianti a comprendere il movimento tecnico prima del campo pratica.
Il progetto unisce biomeccanica, neuroscienze e divulgazione sportiva, partendo dall’idea che il cervello apprende meglio quando prima comprende e poi trasforma in esperienza pratica.
Particolare attenzione viene dedicata anche allo sviluppo del gioco corto, spesso trascurato dai giocatori amatoriali troppo concentrati sulla distanza del drive.

Sacchetti ha evidenziato come il percorso a 18 buche del Tiber rappresenti una palestra ideale per allenare precisione, approcci e sensibilità tecnica grazie alla varietà di distanze, angolazioni e situazioni di gioco.
Un lavoro che, secondo il professionista, può migliorare concretamente i risultati anche sui campi lunghi tradizionali.
Infine, il club si prepara a ospitare dal 5 al 7 giugno la 23ª edizione dell’Open internazionale di pitch & putt, con partecipanti provenienti anche dall’estero.

L’evento prevede giornate di gara, prove campo e momenti conviviali, confermando il ruolo del Tiber come punto di riferimento internazionale per questa disciplina.
Al termine della manifestazione potrebbe inoltre essere annunciata anche la prossima Coppa del Mondo di pitch & putt prevista a settembre, sempre al Tiber Golf Club.
Ma forse il messaggio più forte emerso dall’intervista è un altro: il golf sta cambiando volto. Sempre meno sport distante o riservato a pochi, sempre più esperienza di condivisione, benessere e tempo di qualità all’aria aperta.

Il progetto del Tiber sembra voler partire proprio da qui: abbattere stereotipi, avvicinare i giovani, creare un ambiente accogliente dove il gesto tecnico conta, ma contano altrettanto il sorriso, la convivialità e il piacere di stare insieme.
Perché, come è emerso più volte durante la trasmissione, il golf non è soltanto uno sport: è un percorso fatto di pazienza, equilibrio, emozioni e relazioni umane. E forse è proprio questa la sua vera forza.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione ⛳





