La canzone napoletana racconta emozioni, eccellenze e cultura con Terra Viva
Nell’ultimo episodio della rubrica Attualitalk, condotta da Marialaura Platania su TalkCity Webradio, Luigi Libra ha regalato agli ascoltatori un’intervista intensa e ricca di riflessioni sul valore della musica, della cultura e dell’identità napoletana.
L’incontro, inizialmente previsto con qualche ritardo, ha preso il via addirittura con mezz’ora di anticipo, sottolineando subito l’attenzione e la puntualità dell’artista.
L’intervista è iniziata sulle note del brano Raggio di luce, una canzone che, come ha spiegato Platania, “è una vera poesia e racchiude emozioni profonde, consigliata anche nei video su YouTube per apprezzarne tutta la forza”.

Da questo momento musicale, la conversazione ha scivolato naturalmente verso Napoli, la città che Libra definisce “una meravigliosa donna, ferita ma eterna, capace di trasformare la malinconia in arte universale”.
Il cuore dell’intervista è stato dedicato al progetto Terra Viva, nato nel 2017 con l’obiettivo di raccontare la Campania attraverso la bellezza delle sue eccellenze, dalla musica al cibo, superando stereotipi negativi come la Terra dei Fuochi o l’immagine distorta proposta da alcuni media. Libra ha spiegato:
“La mia campagna non è solo Terra dei Fuochi e Gomorra. È una terra viva, popolata da uomini capaci di fare grandi imprese e di dare tanto a chi sa guardare.”
Da quel progetto è nato un club dedicato alle eccellenze campane, oltre a un docufilm e a un secondo album, Terra Viva 2.0, che accompagna il pubblico alla scoperta di una cultura autentica e appassionata.

La conversazione ha toccato anche il rapporto di Libra con la canzone napoletana, definita non solo come patrimonio artistico, ma anche come linguaggio universale capace di raccontare emozioni profonde: nostalgia, allegria, protezione e umanità.
L’artista ha spiegato la sua vicinanza al grande Pino Daniele e a figure storiche come Carosone e Sergio Bruni, sottolineando come interpretare la tradizione napoletana richieda rispetto, sensibilità e autenticità.

Interessante il parallelo con la gastronomia: secondo Libra, “una mozzarella di bufala, un pane fragrante o un olio profumato possono raccontare un popolo quanto una canzone”, perché entrambi trasmettono sapore, poesia e cultura.
Un tema centrale dell’intervista è stato il rapporto con i giovani e l’era digitale. Libra ha espresso fiducia nelle nuove generazioni, pur sottolineando i rischi della superficialità e dell’automatizzazione musicale legata all’intelligenza artificiale:
“Non dobbiamo permettere all’IA di sostituire l’animo e il pathos della musica. Dobbiamo rimanere artigiani, custodi della bellezza e dell’autenticità.”
A chiusura dell’intervista, Libra ha voluto condividere un messaggio di solidarietà attraverso la sua musica, presentando il brano Libertà, dedicato alle vittime di Gaza, il cui ricavato sarà destinato a una Onlus. Un gesto che conferma la dimensione umana e civile della sua arte, capace di unire tradizione e impegno sociale.

Marialaura Platania ha concluso l’appuntamento ricordando come la musica di Libra custodisca memoria, identità e radici: “Il futuro non appartiene a chi cancella le proprie origini per sembrare moderno, ma a chi le trasforma in voce, cultura ed emozione condivisa.”
L’intervista a Luigi Libra non è stata solo una chiacchierata musicale: è stata un viaggio nella Napoli autentica, tra poesia, memoria e valori universali, un invito a guardare il mondo con occhi attenti e cuore aperto.
TalkCity.it Redazione
