Dal tennis al golf, biomeccanica, mente e allenamento: i consigli di Marco Panichi per uno swing più efficace e consapevole

Nel corso della puntata del 23 febbraio 2026 di Twin Capitale, il settimanale radiofonico dedicato al golf di Roma e provincia condotto da Francesca Alvi, è intervenuto Marco Panichi,
preparatore atletico di fama internazionale che ha lavorato con alcuni dei più grandi nomi del tennis mondiale, tra cui Novak Djokovic, Jannik Sinner e Holger Rune.
Durante l’intervista, Panichi ha spiegato come, nonostante le differenze evidenti tra tennis e golf, esistano principi biomeccanici comuni che rendono i due sport sorprendentemente vicini.

In particolare, ha sottolineato l’importanza della rotazione del busto e della corretta attivazione della catena cinetica, ossia la sequenza coordinata di movimenti che parte dagli arti inferiori e si trasmette fino al punto di impatto.
Secondo Panichi, la dissociazione tra anche e spalle rappresenta un elemento chiave sia nel colpo da fondo del tennista sia nello swing del golfista.
Ha inoltre evidenziato come il golf stia vivendo un’evoluzione simile a quella attraversata dal tennis alcuni decenni fa: da una preparazione generica e poco specifica si è progressivamente passati a un lavoro mirato, costruito sulle reali esigenze del gesto tecnico.

A suo avviso, il cambiamento fisico dei golfisti negli ultimi anni, soprattutto a partire dall’era di Tiger Woods, dimostra quanto la preparazione atletica sia diventata determinante anche sul green.
Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione degli infortuni.
Panichi ha spiegato che schiena, anche e spalle sono sottoposte a forti sollecitazioni torsionali e che diventa fondamentale lavorare sulle catene muscolari posteriori, sulla mobilità articolare e sull’equilibrio posturale.

Anche per i giocatori amatoriali, ha osservato, inserire brevi routine di riscaldamento e mantenimento settimanale può migliorare performance e benessere.
Non meno centrale l’aspetto mentale. Panichi ha sottolineato come mente e corpo siano strettamente connessi e come la gestione delle emozioni incida direttamente sulla qualità del movimento.
Riconoscere un errore senza lasciarsi condizionare, ha spiegato, permette di mantenere fluidità e precisione nel colpo successivo.

In chiusura, una riflessione sulle differenze tra uomini e donne: le donne tenderebbero a esprimere maggiore timing e controllo, mentre gli uomini farebbero più affidamento sulla forza.
L’equilibrio ideale, secondo Panichi, risiederebbe nella sintesi tra precisione tecnica ed esplosività fisica.
Ne emerge una visione integrata della performance sportiva, in cui tecnica, preparazione atletica e gestione emotiva dialogano costantemente.
Un approccio che non riguarda soltanto l’élite, ma che offre indicazioni preziose anche a chi vive il golf come passione e desidera migliorarsi con maggiore consapevolezza.
Francesca Alvi. TalkCity.it Redazione
