La consigliera comunale chiede che venga discusso il problema in Consiglio

<<Ho presentato alcune settimane fa in Consiglio Comunale un Ordine del Giorno per sollecitare la Regione Lazio ad adottare una legge regionale organica e multidisciplinare in materia di endometriosi,
una patologia cronica e fortemente invalidante che colpisce milioni di donne in Italia e centinaia di migliaia nel Lazio.
Si tratta di un’iniziativa che nasce su invito della consigliera regionale Michela Califano, prima firmataria della proposta di legge “Endometriosi 4.0”,
e che rappresenta un passo importante nel rafforzamento delle politiche sanitarie dedicate alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla presa in carico delle pazienti.

Attraverso questo Ordine del Giorno si chiede chiede al consiglio comunale di farsi portavoce presso la Regione Lazio,
e in particolare presso il Presidente Francesco Rocca, affinché si continui a rafforzare il quadro normativo e organizzativo dedicato all’endometriosi, garantendo strumenti più efficaci di tutela per le donne che convivono con questa patologia.
L’Ordine del Giorno e la proposta di legge “Endometriosi 4.0” indicano con chiarezza la strada da seguire: consolidare un modello di cura multidisciplinare, potenziare i centri di eccellenza e costruire una rete territoriale realmente efficace,
istituire un Registro Regionale dell’Endometriosi per migliorare la raccolta dei dati e sostenere la ricerca scientifica, e promuovere programmi di formazione per il personale sanitario insieme a campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, alle scuole e ai luoghi di lavoro.

Ma questo non è solo un tema istituzionale. È prima di tutto una questione di consapevolezza.
Marzo è il mese dedicato all’endometriosi, un’occasione fondamentale per accendere i riflettori su una malattia ancora oggi troppo spesso sottovalutata.
I tempi medi di diagnosi sono ancora molto lunghi, in molti casi superiori ai sette anni, e questo ritardo ha conseguenze profonde sulla qualità della vita di chi ne soffre, incidendo sul benessere fisico, psicologico, relazionale e lavorativo.
Per questo è necessario fare di più.

Serve informazione, serve ascolto, serve un cambiamento culturale che permetta di riconoscere tempestivamente i sintomi e di non minimizzare il dolore.
Serve una sanità sempre più preparata e accessibile, ma serve anche una società più consapevole e attenta.
Continuare a parlare di endometriosi, dentro e fuori le istituzioni, significa dare voce a tante donne e contribuire a costruire un sistema più giusto, capace di rispondere davvero ai loro bisogni.>>
Sharon Carminelli. PD Tolfa
Riceviamo e pubblichiamo
