L’artista porta sui suoi dipinti le bellezze naturali della “Perla del Tirreno”
C’è una poesia silenziosa che abita i dipinti di Manfredo Meomartini, artista di Santa Marinella, una poesia che nasce dall’incontro fra luce, tempo e sguardo.
Non è una poesia scritta con le parole, ma con il colore: indaco che vibra nell’aria, oro che accende l’orizzonte, ocra e violetto che si rincorrono come emozioni improvvise.

Lo racconta lui stesso, con semplicità e stupore, in una riflessione condivisa sui social.
Mentre dipingeva, la luce del tramonto ha squarciato le nuvole per pochi, preziosissimi minuti.
Un’apparizione fugace, quasi un dono: il mondo si è “riacceso” davanti ai suoi occhi, trasformandosi in una tavolozza viva e irripetibile.

In quell’istante, il tempo sembrava sospeso, e l’urgenza era una sola: correre, catturare, trattenere quei colori prima che svanissero.
È qui che la pittura di Meomartini si fa poesia. Come nei versi più intensi, l’emozione non dura a lungo, ma lascia un segno profondo.
Il gesto pittorico diventa allora memoria sensibile, tentativo di fissare sulla tela ciò che la natura concede solo per un attimo.

Non a caso, l’artista confessa di aver compreso, in quel momento, cosa dovessero provare i grandi impressionisti: la stessa febbre dello sguardo, la stessa corsa contro il tempo per afferrare la luce che cambia.
Eppure, questa esperienza non nasce in luoghi lontani o mitici. Accade sul “nostro lungomare”, quello di Santa Marinella, che nei dipinti di Meomartini non è semplice scenario, ma presenza viva e dialogante.
Il mare, il cielo, le nuvole diventano compagni di un racconto emotivo che si rinnova ogni giorno. È un paesaggio che stupisce sempre, che regala emozioni a chi sa fermarsi e guardare.

La poesia nei dipinti di Manfredo Meomartini sta proprio qui: nella capacità di trasformare un frammento di realtà quotidiana in un’esperienza universale.
Nei suoi quadri, il tramonto non è solo un evento naturale, ma un sentimento condiviso; il colore non è decorazione, ma voce interiore.
Guardarli significa partecipare a quell’attimo di meraviglia, a quei quattro o cinque minuti in cui il mondo, improvvisamente, si accende.
TalkCity.it Redazione


