Il progetto che cerca di imporsi nell’area dei partiti al governo nazionale e regionale identico al precedente del 2023: un centrodestra, fintamente “unito”, che ha fatto vincere il centrosinistra

I numeri delle amministrative 2023 parlano chiaro e rappresentano un monito in vista delle elezioni tra due mesi.
A Santa Marinella il centrodestra si presentò formalmente unito, ma nei fatti incapace di tradurre quell’unità in consenso reale. Il risultato? La riconferma di Pietro Tidei al primo turno con il 50,92%.
Dietro la candidatura di Domenico Fiorelli, il centrodestra si fermò al 33,50%, mostrando tutte le crepe di un progetto più apparente che sostanziale.

A pesare furono soprattutto i numeri delle liste: la più votata fu una civica (15,99%), mentre i partiti tradizionali risultarono deboli, con Fratelli d’Italia al 10,43%, Lega al 3,89% e Forza Italia addirittura al 3,67%.
Un dato, quest’ultimo, particolarmente significativo: Forza Italia, storicamente riferimento dell’area moderata, si presentò svuotata, con una parte evidente del proprio elettorato che scelse di sostenere direttamente Tidei.
Un voto disgiunto che, nei fatti, ha consegnato la vittoria al centrosinistra.

Dall’altra parte, la coalizione di Tidei si dimostrò larga e ben strutturata, capace di unire partiti e civiche, intercettando consensi trasversali e consolidando un vantaggio decisivo.
Il messaggio politico è evidente: un centrodestra unito solo sulla carta, senza una reale coesione e senza una leadership riconosciuta, è destinato a perdere.
E soprattutto, rischia di favorire proprio quell’avversario che intende battere.

Riproporre oggi lo stesso schema, a distanza di due anni, significherebbe ignorare un precedente chiarissimo.
A Santa Marinella non bastano simboli e accordi di vertice: servono credibilità, soprattutto dei personaggi proposti, radicamento e unità reale.
In caso contrario, il finale è già scritto.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
