Cresce il civismo e cala la fiducia nei partiti tradizionali

Ancora una fumata nera dal tavolo provinciale del centrodestra chiamato a sciogliere il nodo della candidatura a sindaco di Santa Marinella.
Un incontro atteso, decisivo nelle intenzioni, che però si è concluso senza un nome condiviso. E mentre i partiti prendono tempo, l’elettorato sembra aver già imboccato un’altra strada: quella del civismo.
Sul territorio, infatti, il clima è cambiato. I cittadini non aspettano più le indicazioni delle segreterie ma preferiscono conoscere direttamente i candidati, valutarne storie personali, credibilità e capacità amministrative.
Un segnale chiaro che fotografa una distanza crescente tra base ed apparati politici.

Nel frattempo, il quadro del centrodestra si presenta tutt’altro che compatto. Noi Moderati e Lega hanno già scelto il proprio percorso, destinato a procedere separatamente, in una logica che rispetta le dinamiche locali e i rappresentanti sul territorio.
Diverso, invece, l’atteggiamento di Fratelli d’Italia e Forza Italia, ancora ferme in una fase di riflessione che rischia di trasformarsi in immobilismo. Un tentennamento che, giorno dopo giorno, appare sempre più difficile da giustificare agli occhi degli elettori.
Eppure una differenza sostanziale esiste. A Santa Marinella il peso elettorale di Fratelli d’Italia, rappresentato in città dal coordinatore Gian Piero Rossanese, eletto per acclamazione meno di un anno fa, è nettamente superiore rispetto agli altri partiti della coalizione.
Un dato politico che, al di là delle logiche di equilibrio, difficilmente può essere ignorato.

L’auspicio condiviso è che il nome del candidato arrivi in tempi rapidi e non all’ultimo minuto. Una responsabilità che, per quanto riguarda Fratelli d’Italia provinciale, è nelle mani del senatore Marco Silvestroni.
Ed è proprio questo passaggio a riaprire una memoria recente che nel centrodestra pesa ancora.
Il riferimento è alle ultime elezioni amministrative di Civitavecchia, quando la candidatura di Massimiliano Grasso arrivò solo in extremis, dopo settimane di incertezza e con Forza Italia che aveva spinto su Paolo Poletti.

Una scelta maturata all’ultimo secondo che finì per spaccare la coalizione e, secondo molti osservatori, favorì la vittoria del Partito Democratico.
Uno scenario che oggi, tra i partiti che governano insieme sia la Regione Lazio sia il Governo nazionale, nessuno vorrebbe rivedere a Santa Marinella
A partire proprio da Silvestroni, chiamato a evitare una replica di quel copione.

Ma c’è un altro rischio, forse ancora più profondo: quello di minare la credibilità stessa dei partiti.
In una realtà come Santa Marinella, delegittimare un coordinatore cittadino – con Rossanese che continua a sostenere la candidatura di Mariarosaria Rossi senza la certezza del via libera provinciale – significa lanciare un messaggio pericoloso anche a livello nazionale: che i territori contano poco, e che le decisioni reali si prendono altrove.
Intanto la campagna elettorale è già partita.
Le liste civiche si stanno riempiendo rapidamente, spesso anche con nomi che, fino a poche settimane fa, avrebbero preferito correre sotto un simbolo di partito.
Un segnale evidente: mentre la politica discute, la città si organizza. E il tempo, a questo punto, rischia di diventare il vero avversario del centrodestra.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
